THE FORESHADOWING – “Second World”
(Cyclone Empire) La sicurezza di un abbraccio, il calore che ne scaturisce allietando tutto ciò che ci circonda. All’improvviso, in una giornata piovosa – luce sottomessa all’ombra – l’abbraccio si trasforma in stretta violenta – sensazione di soffocamento – fine della speranza. Il calore svanisce, muta, si reincarna nell’alito fetido e freddo della disperazione, della decadenza. (altro…)
(Steamhammer/SPV) Si può dire di tutto dei Running Wild odierni. Si erano sciolti ufficialmente nel 2009, e non facevano un album dal 2005. Ora arriva questo nuovo album. Mossa commerciale? Probabile. Noia della terza età? Può essere. Crisi creativa che ha avuto bisogno di una lunga pausa? Forse. Resta il fatto che stiamo parlando di una creatura storica, che risale agli anni 70.
(Hammerheart Records) Nuovo album per i deathers italiani Illogicist. Sempre più tecnici e progressive, sempre più raffinati, labirintici, cosa che viene fatta attraverso una nitida produzione che permette di udire ogni singolo strumento e nota. Sono passati alcuni anni da “The Insight Eye”, album mai troppo osannato, e lo stato di forma della band è davvero ottimo.
(Husk Records) Glass Coffin è una one man band (del Kentucky), di tale Josh Lay che suona un black metal MOLTO underground. La Crucial Blast(che distribuisce l’album, con annessa ‘zine blasfemo-artistica di 16 pagine) parla di lo fi black metal, forse un tentativo artistico per motivare la bassa qalità dela registrazione, di questo album che sa tanto di demo tape
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Possente essere non umano, androide dalla forza mostruosa. Mani artificiali con una forza aliena si chiudono a pugno e si abbattono sul suolo, generando un’onda d’urto terribile, devastante, annientamento totale,annichilimento completo. Queste sono le sensazioni che si provano quando parte questo album. Una fusione di hard (molto hard) rock, gothic metal
(Sleaszy Rider Records) Provengono nientemeno da Israele, i Desert, e devo dire che il palcoscenico mediorientale sta cominciando – con fatica – a interessare qualcuno anche dalle nostre parti. Almeno per quel che riguarda i generi classici le band della Terrasanta sembrano ignare degli ultimi sviluppi della scena europea ma questo si traduce, anziché in un danno, in un vantaggio
(Coroner Records) I Nodrama sono baschi e anche loro, come i connazionali Rise To fall, si accasano per il secondo album all’italiana Coroner Records. “The Patient” è un album di modern metal, con tinte di metalcore e ritornelli “alla mano”, fruibili, non sempliciotti ma tesi a centrare immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. I Nodrama hanno inciso a Bilbao, ma masterizzato il tutto in Svezia
(Darknagar Records) Sono una band russa gli Shturm, nacquero nel 2003 e nel tempo hanno avuto i loro cambiamenti. “Karmaruna” è il nuovo album e li vede esibirsi in quello che potrebbe essere un melodic black/death metal furioso, non esente dall’esprimere composizioni articolate e ricche di variazioni, con qualche passaggio nodale sul thrash metal,
(Bakerteam Records) Il precedente lavoro dei Gory Blister “Graveyard of Angels” era un album, almeno per chi scrive, da dover ascoltare più volte per poterlo inquadrare. “Earth-Sick” sembra avere più immediatezza, pur rimanendo fedele al death sound tipico della band. Nell’uno o nell’altro caso è certo che i Gory Blister siano tra le band italiane più importanti. Autori di un death metal sempre frenetico,
(My Kingdom Music) L’Alba di Morrigan è un complesso musicale che si esprime nell’ambito del post-rock, dell’alternative, passando al setaccio aspetti della psichedelia e del dark. C’è dunque la creatività sperimentale, ma sottomessa alle esigenze del rock (indie). Esigenze e tratti particolari, quelli elencati, che partoriscono canzoni anche di durate considerevoli, 
Chris Bay è il solito allegro galantuomo e si presta volentieri alle domande di Metalhead: al centro dell’attenzione l’abbandono di Daniel Zimmermann, le ristampe su vinile, il recente videoclip e il tour in corso. Buona lettura!
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Bisogno carnale soddisfatto. Risveglio da un coma profondo che dura da molti, troppi, anni, quasi tutti bui. Nikki Sixx, sul suo facebook, ha recentemente scritto che il vestirsi da scemi alla moda (odierna) non fa rockstar. Nikki si chiedeva anche quando l’oblio e la decadenza degli anni 90, i quali hanno sentenziato il declassamento del genere hard/glam rock,
(Bakerteam Records) “Here the Day Comes” è il quinto album dei Valkiria. “Here the Day Comes” è il quinto album di Valkus, colui che ha dato vita al progetto e che nel tempo lo ha educato e portato avanti. “Here the Day Comes” vede lo stesso Valkus e Mike alla chitarra e Giuseppe Orlando (Novembre) alla batteria. Il taglio è quello di un gothic-doom come c’era tempo fa,
(This Is Core Music) I NoWay Out From Madness hanno una storia breve che si concentra in tre date: 2009, la nascita, 2011 il primo album per l’etichetta britannica Copro Records/Casket Music e il 2012 per un EP di quattro pezzi, “Story of a Read Book, Broken Bottle and Smoked Cigarette”. Un sound massiccio che non è metalcore e non è post-hardcore,
I Noctem sono una rivelazione spagnola. Suonano un blackned death molto violento, ma, come loro stessi fanno notare, non amano essere etichettati. Ed infatti hanno idee nuove, suonano bene, sono infernalmente veloci e deliziosamente anticristiani. Abbiamo intervistato Beleth, la voce oscura della band, per discendere con loro negli inferi della loro blasfemia.
(Dusktone) Messicani, e un po’sperimentatori nell’ambito del black metal. Li si definirebbe avant-garde, tanto per dare un’identità a questo universo agnostico, esoterico, a volte non convenzionale. “Los Tres Mundos” è un album che in parte trascende dal genere, perché in più punti i suoi contorni sono spessi ed espansi verso più direzioni.
(Premium Records) Eklipse sono un progetto che vede impegnate quattro musiciste di strumenti ad arco Helena (violoncello), Viola (viola), Miss E (violino) e Scarlett (violino), le quali sono attualmente in tour con i Nightwish. L’idea base è quella di riproporre pezzi altrui. Cover in chiave classica di brani che sono dei Coldplay, Depeche Mode, Kate Bush, Linkin Park, Lady Gaga
(Worm Hole Death) The Way Of Purity “è una entità complessa e internazionale” (dicono di essere di diverse nazionalità), dato che non agiscono “come una “normale” band e l’impostazione del progetto non è come di una usuale line up“. Era lo stesso Without Name, o come possa chiamarsi, a dirmelo due anni fa. Il primo album “Crossocore”
(Armed God Records) I Krigere Wolf vengono da una terra arsa e la loro città è Catania. Prendono forma nel 2009 e il loro black metal è stato espresso attraverso questo debutto dal titolo atavicamente guerrafondaio. I Krigere Wolf sembrano la personificazioni di spiriti guerrieri che hanno infestato il Vecchio Continente, anziché essere i figli di una montagna
(Coroner Records) Agguerriti, carichi di adrenalina, baschi. Gente arcigna e tosta. I Rise To Fall con “Defying the Gods” sono al secondo lavoro, esprimendosi attraverso un modern metal, con largo uso del death metal melodico. La produzione è di colui che quando mette le mani in cabina di regia non sbaglia nulla, ovvero Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi).
(Autoproduzione) Molecole acustiche, composte da atomi sonori, liberi, puri. Chimica conosciuta della musica. Arrivano però cinque scienziati svedesi che cambiano le regole. Nuova teoria. Instabilità molecolare, disordine strutturale. Metal progressivo? Rock progressivo? Difficile etichettare questo EP che mescola sapientemente una vastità di stili
(Bakerteam Records) Seguo con interesse e simpatia i Bejelit fin dall’esordio “Hellgate”, del 2004, quando i nostri si dedicavano esclusivamente alle vicende del fumetto “Berserk” con un power/thrash molto classico: otto anni dopo, posso affermare senza problemi che è sorprendente quanto sia dinamico oggi il sound della band e quanto si sia evoluto nel corso del tempo.
(Coroner Records) Agguerriti, carichi di adrenalina, baschi. Gente arcigna e tosta. I Rise To Fall con “Defying the Gods” sono al secondo lavoro, esprimendosi attraverso un modern metal, con largo uso del death metal melodico. La produzione è di colui che quando mette le mani in cabina di regia non sbaglia nulla, ovvero Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi).
(Autoproduzione) Creature notturne che scivolano come sangue lungo una lama, scivolano da una ferita degli anni 90, fino ad oggi. Gli Eschaton hanno alle spalle un demo nel 2002. Un album di mezz’ora nel 2004. Un ep due anni fa. La solita band che fende la prima pugnalata, ma non finisce mai l’omicidio. Oppure no? Acolto questo album, cinque tracce.
(U Records) Un album che arriva da León, in Messico, e che Alÿ (chitarra, tastiere e voce), fondatore della band con Francisco II (voce e chitarra) aveva richiesto che l’ascolto avvenisse su una copia promozionale fisica (non attraverso un promo digitale). Musicisti che credono nella propria creatura, mandandola verso un lungo viaggio dall’altra parte dell’oceano,
(Massacre/Audioglobe) Formazione simpatica i Gun Barrel: una di quelle che a inizio anni 2000 faceva parte della scuderia Limb ma che comunque è riuscita a restare in pista nonostante la fine della golden age of power metal. E forse questo è accaduto perché i tedeschi non sono mai stati il classico gruppo da doppia cassa a elicottero, ma anni prima degli Avantasia MK II
(AFM Records) Sulla loro pagina facebook, sotto la voce interessi, scrivono “Sesso e Droga”. Sono cinque tedeschi di oggi con una irresistibile influenza anni 80. Hanno un look eighties con una influenza post nucleare moderno. Mad Max cotonato in pura decadenza. Suonano hard/glam rock, un po’ americano, ma più marcatamete tedesco:
(Stygian Crypt Productions) I Faust sono italiani ed ebbero i natali nel 1992 per volere di Aleister. La loro storia si svolse come quella di tante band. Esibizioni dal vivo, un demo, la partecipazione ad una compilation, un mini album e problemi di stabilità nella formazione e poi un lunga pausa. Nel 2009 i Faust giungono al primo album, con una formazione messa in piedi da Aleister
(Bagana Records) C’è chi dice che sia lo Zakk Wylde italiano. Forse. Che abbia quel look selvaggio, southern, grezzo è vero. Che suoni questo very-heavy-blues, questo rock graffiante è altrettanto vero. Però Dario è un vero rocker, lo è sempre stato. Un personaggio importante del metal italiano. Esperienza immensa: Cappanera e Strana Officina, tra le altre.
(High Roller Records) I Blaze di Osaka, da non confondere naturalmente con l’omonima ex-band di Blaze Bayley, ci aprono una interessante finestra sull’heavy metal giapponese. Sulla scena nipponica, diciamoci la verità, quasi nessuno di noi ha informazioni precise: d’accordo gli X-Japan, d’accordo i Loudness, e magari i blacksters più raffinati citeranno i Sigh, ma a quanti viene in mente un altro nome?
(Autoproduzione) A seguito di un demo edito nel 2009 i veneti Teodasia pubblicano il loro disco d’esordio, che si presenta in un digipack molto curato sotto l’aspetto grafico e con una produzione ben bilanciata. Per quanto riguarda invece le coordinate musicali, i nostri si muovono con destrezza fra power e gothic: ma non pensate subito ai Nightwish perché le influenze
(This Is Core Music) I Babel incidono questo album di debutto, precedentemente però la band ha avuto una notevole attività musicale. “Del Giorno Dopo Ieri” vanta una produzione stratosferica, montata attraverso suoni puliti, ma robusti, caldi e capaci di attraversare tutte le frequenze. Dunque il lavoro di Fabio Intraina (fonico di Verdena, Perturbazione, Fiub e The Fire)
(Twilight-Vetrieb) Forse la Germania sarà per sempre una terra devota al thrash metal. Ogni anno una considerevole quantità di album provengono da quelle parti. I Rezet, appunto tedeschi, con “Civic Nightmares” toccano quota secondo album e ascoltandolo viene voglia di andare a sentire come era il precedente “Have Gun, Will Travel”.
(Massacre Records) Cominciamo dalla fine: i Zero Degree sono una band che è totalmente devota al death metal melodico-progressivo svedese. I Zero Degree sono figli degli In Flames (per citare alcuni dei maggiori nel sound by Goteborg ). La band, che con “Surreal World” debutta, ci sa fare, cioè è brava ad imbastire canzoni capaci di portare l’ascoltatore ad un’attenzione costante.