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JMP – “Jam Movie Project”

by on Ago.09, 2017, under ALBUM, J

(Qua’ Rock Rec.) Un Bellini stratosferico e non solo lui. La cantante d’opera Claire Briant Nesti e il batterista Michel Agostini, affiancano Gabriele Bellini (Hyaena) e la sua chitarra, per improvvisare su arie di celebri film. Il trio lavora sui temi principali di “Saw”, “Sin City” e “Matrix”, sono nell’ordine “Halloween Songs”, “Can’t Kill Us” e “Clubbed to Death”. Altre due composizioni sono dei medley, nei quali convergono le arie più note di film come “Titanic”, “Profondo Rosso”, da lavori di Tarantino e Morricone, ovviamente Kubrick e poi uno stralcio degli AC/DC e “Who Wants to Live Forever” dei Queen dal film Highlander. Questi sono alcuni dei momenti di “Rock Movie Story Part One” e “Olympics Movie”. I cinque pezzi di questo lavoro sono eleganti, vengono interpretati con pulizia e qualche tocco di stile dai tre musicisti. Voce, chitarra e batteria sono gli assoluti protagonisti, secondi forse solo alle celebri note dei tanti capolavori presentati. “Jam Movie Project” dimostra il versatile tocco di Bellini, sempre chiaro e intriso di melodia. Agostini dal canto suo si muove attraverso un gioco da percussionista sulla batteria. Le sue non sono andature normali e scontate, ma appunto inclini alla percussione, dunque non solo semplici scansioni del tempo. I suoi pattern diventano parte stessa della struttura melodica e portante dei pezzi. Claire Briant Nesti ha una voce da opera lirica e sviluppa la propria vocalità non solo portando le melodie su un piano operistico. Nei medley gli incastri e le scelte che allacciano queste citazioni d’autore appaiono abbastanza fluide, inoltre si percepisce una certa tensione narrativa, un crescendo e un grado di epicità della musica. Tuttavia se “Jam Movie Project” presenta le capacità dei tre, artisticamente non presenta di fatto alcuna novità, in quanto tutti i pezzi sono di fatto delle cover e poche di esse reinterpretano gli originali. La durata dei due medley arriva a oltre ventotto minuti: a volte un medley rischia di essere dispersivo con l’aumentare della propria durata. Magari non sarà così o non per tutti, ma ciò non toglie qualità al progetto.

(Alberto Vitale) voto: 7,5/10

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