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APATHEIA – “Konstelacja Dziur”

by on Dic.03, 2018, under ALBUM, A

(Godz Ov War) Polonia e black metal. Un binomio che negli ultimi anni ci ha riservato sorprese inaspettate e conferme auspicate. Se tra gli indiscussi protagonisti della scena estrema polacca non possiamo evitare di citare i Behemoth ed il suo poliedrico mastermind Nergal, anche la sfera underground non è da meno potendo vantare tra le sue fila nomi di spessore come Mgla ed Evilfeast. In questa sede ci occupiamo di una formazione, gli Apatheia, e del loro primo album di esordio “Konstelacja Dziur” rilasciato sotto l’egida della conterranea Godz Ov War. Il rischio maggiore, in questo genere di uscite, è quello di cadere nella banalità e correre il pericolo di far nascere nell’ascoltatore quella fastidiosa sensazione di già sentito, vero spauracchio per le band esordienti. Fortunatamente non è questo il caso. Gli Apatheia, pur tenendo ben salde le proprie radici nel black metal più ferale e legato alla tradizione, riescono a infondere alle composizioni uno spirito fresco, sperimentando soluzioni compositive di certo apprezzabili. Persino nei dieci minuti abbondanti di “Boże Ciało” o “Supernowa”, tedio e noia non sfiorano la mente dello spettatore. Si rimane invece piacevolmente sorpresi da sezioni più ragionate, dove il blast-beat esasperato lascia spazio ad aperture allo stesso tempo dinamiche e dannatamente oppressive. Non mancano ovviamente gli attacchi più frontali, in grado di tagliare di netto l’atmosfera densa e pesante che aleggia su questo “Konstelacja Dziur”. Riff glaciali che, spesso, strizzano anche l’occhio alla melodia, sottolineano egregiamente il tagliente scream utilizzato dai nostri per offendere ancor più l’orecchio dell’ascoltatore. L’iniziale “Odmętnia” può essere agilmente presa come esempio di questo animo selvaggio ed aggressivo che emerge con prepotenza in tutte le otto canzoni che compongono l’esordio dei tre polacchi. Una produzione volutamente grezza e dal sapore underground ma, allo stesso tempo, in grado di donare giustizia al suono dei singoli strumenti, pare infine una scelta indovinata. Come anticipato, gli Apatheia possono certamente ritenersi soddisfatti del proprio sforzo, candidandosi tra i più credibili interpreti della scena black metal proveniente dall’Est Europa.

(Davide Galli) Voto: 7,5/10

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