METALHEAD


POWERDRIVE – “Rusty Metal”

by on Dic.05, 2018, under ALBUM, P

(Diamonds Prod) Sprizza energia da ogni poro “Rusty Metal”, debutto dei liguri Powerdrive. La loro proposta è un classicissimo hard’n’heavy di stampo ottantiano, a cavallo tra AC/DC, Motörhead e Twisted Sister. Musicalmente e a livello di testi ci troviamo di fronte a tutti i cliché del genere, e questo dal mio punto di vista è meraviglioso. Il rock è questo: quattro accordi, ritornelli memorabili, una sezione ritmica solida e ricca di groove ed un’attitudine stradaiola e selvaggia. Il rombo di una Harley introduce “The Road Is My Best Friend”, caratterizzata da un riffing incalzante e da un ritornello che si stampa subito in testa, pronto per essere gridato a squarciagola. Con “Hard To Survive” si palesa nettamente l’influenza dei fratelli Young, con ritmiche bluesy sostenute da un basso potente che serpeggia sotto il muro di chitarre. “Living… Hell” è diretta, semplice, concisa ed ignorante quanto basta. “On The Run” è caratterizzata da un basso roboante che fa sentire prepotentemente la sua presenza e da un ritornello anthemico e vincente nella sua semplicità. “Moonlight Lady” è la ballad del disco, caratterizzata da arpeggi acustici e scariche elettriche pesanti durante il ritornello. Con “Serpent Seib” ci avviciniamo a sonorità metal di stampo priestiano, mentre “Fire In The Small Club” è pura adrenalina, veloce e punk nell’anima. “Midnight Dancer” è anthemica e richiama alla mente Alice Cooper di “I’m Eighteen” sia nel riffing che nell’impostazione vocale di Machinegun Miche. Un riff di basso subito doppiato dalle chitarre introduce la potentissima “Powerdrive”, anch’essa caratterizzata da un refrain da urlare in sede live. La conclusiva “End Of The World” è forse la composizione più complessa del lotto, ricca di sfumature e di cambi di mood, eppure anch’essa diretta e spigolosa come le altre song. Un album che trasuda passione, riportandoci indietro a quell’epoca in cui il metal era considerato pericoloso ed immorale. Chi ha vissuto quell’epoca proverà un sano godimento, ascoltando “Rusty Metal”.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10

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