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THE DEAD DAISIES: Deen Castronovo, “Questo è il tipo di musica che amo suonare!”

by on Dic.21, 2018, under INTERVISTE

(IN ENGLISH HERE) Una leggenda. Uno dei migliori batteristi in circolazione… ha suonato con i grandi, la sua tecnica è fenomenale. Ma quanto non è seduto alla batteria è anche dannatamente divertente. Sorride sempre. Estremamente gentile. Ma è una specie di molla pronta a scattare: la sua energia è fuori controllo, è un mucchio di nervi compressi e sotto tensione, sempre pronto a picchiare su quelle pelli con una potenza atomica e divertimento senza fine. Vive per andare a suonare forte come se non ci fosse un domani. Ma la cosa non mi ha spaventato! Mi sono seduto con lui per un po’, prima del concerto, gli ho chiesto quel che mi passava per la testa. Mi ha risposto, sorriso, ci siamo fatti delle risate… ma ho percepito questa strana sensazione: le sue risposte erano così immediate, veloci e naturali… come se avesse saputo in anticipo cosa gli andavo a chiedere! La verità? Probabilmente entrambe le nostre menti funzionano a ritmo di rock’n’roll, perfettamente in linea, e quello che andrete a leggere qui sotto è una chiacchierata piena di semplice e pura passione per la musica più potente della storia dell’umanità!

MH: È un grande onore incontrarti, intervistarti! Voglio dire, come giornalista incontro un sacco di artisti famosi, ma pochi rivestono un ruolo simbolico nella mia vita…
DC: ohhhh… woooow! Grazie!
MH: Quanto la promoter mi ha detto che avrei intervistato te, le dissi… “e che cazzo gli posso mai chiedere?”
DC: (ride ed applaude, ndr!)
MH: Le ho quindi detto che avrei acceso il registratore, l’avrei messo lì e ti avrei detto di dire quel che ti passava per la testa, sarebbe stato comunque perfetto!
DC: (ride ed applaude, ndr!)
MH: Ma… ho fatto i compiti per casa ed ho un po’ di domande per te!
DC: OK!

MH: Tanto per iniziare, come sta andando il tour?
DC: È incredibile! Abbiamo iniziato in… Marzo, siamo in giro da Marzo, prima l’Europa iniziando a Glasgow, l’8 aprile, e poi è stato un non-stop in Europa, poi abbiamo fatto il Giappone, poi ancora Europa, poi gli Stati Uniti, e poi di nuoco Europa! Tre volte in Europa e in U.K. È stato impegnativo ma grandioso.

MH: Ho notato che suonate un concerto inusuale, con il set acustico, poi il concerto principale con altro materiale acustico, la roba elettrica e poi pure delle cover. E canta pure Mendoza, tutti cantano sostanzialmente. Come è nata questa idea, questa bella idea, questa cosa così intima…
DC: Yeah! È stata un’idea del management. Questo manager che ha pensato… sai, David Lowy ha sempre avuto una visione di ulteriore connessione con in fans, per renderli parte della band, perché oggigiorno spendi alcune centinaia di Euro per vedere una band, sai, per incontrarla, farsi una foto e poi te ne devi andare, avanti il prossimo. E David Lowy ha sempre detto che se un fan compra il biglietto, ci mette la benzina, magari paga pure una babysitter, per quale ragione dovrebbe pagare ancora per incontrare la band! La dovrebbe incontrare e basta! Uno ha già speso soldi a sufficienza. Quindi hanno discusso questa cosa, sappiamo che i ragazzi fanno cose acustiche, come han fatto prima dei Daisies, ci facciamo una foto, baciamo la gente, è fantastico. E noi adoriamo questa cosa!

MH: Perché suonate covers? Voglio dire, avete quattro dischi dai quali selezionare canzoni. Perché le covers?
DC: Penso che per noi… è che siamo dei grandi fans del rock ‘n’ roll in generale, ci piace suonare quelle canzoni! Sai? Le adoriamo noi e le amano i fans, ed in un certo senso si genera una connessione con le bands, con i loro fans (delle band autrici delle cover, ndr), i quali debbono sapere che siamo fans tanto quanto loro….
MH: Passione!
DC: Yeah! Esattamente!

MH: Qualcosa su di te. Questo è un super gruppo con gente grossa…. beh, come hanno fatto ad avere Sir. Deen Castronovo nella line-up? Sia in studio che dal vivo! Ti hanno implorato?
DC: Non hanno dovuto implorarmi! Sono un fan dei Dead Daisies fin dal principio, quando Richard Fortus (chitarrista dei Guns’n’Roses, ndr) era nella band… e Dizzy Reed (tastierista dei Guns’n’Roses, ndr). Amo Brian Tichy (il batterista precedente, anche session di Ozzy, Whitesnake, ecc, ndr), è uno dei miei batteristi preferiti. Uno dei batteristi più sottovalutati. Quindi quando Dough mi ha chiamato dicendomi che Brian se ne stava andando per impegnarsi in altri progetti, e mi chiese se ero libero… all’istante gli mandai un messaggio rispondendo “SI!” in maiuscolo! Non vedevo l’ora di essere nella band! È divertentissimo!

MH: Sei una famoso batterista session, hai suonato con tutti i big del rock’n’roll. Ma ora ti senti nella tua band? Quali sono i piani? Ti senti membro della band o sei qui solo per suonare?
DC: Sai, mi sento come se mi fossi unito ad un sindacato di musicisti. La chimica è perfetta. Sto bene con loro. Suoniamo bene assieme. Amo questo genere musicale, sono sempre stato nell’hard rock, lo sai… ma con i Journey ero solo li per suonare perché non è così hard rock…
MH: Qui è più pesante!
DC: Si!
MH: ok, non come nei Cacophony!
DC: Esattamente fratello!! (ride, ndr). Ma per me arrivare in questa cosa, mi sento come a casa, e questo è il tipo di musica che amo suonare!

MH: Sei entrato nella band quando questo disco era già in scrittura, ma cosa verrà ora? Pensi di partecipare al songwriting?
DC: Lo spero. Non ho mai scritto molto… ho scritto un po’ di roba per i Revolution Saints, ma non proprio tanto, non ho mai veramente messo la mia musica in quella band….
MH: e i testi?
DC: i testi? È la roba di John, lui è quello giusto. Tutto quello che si rompe si aggiusta … John fa un lavoro grandioso, quindi è tutto in mano sua.

MH: Naturalmente, hai imparato le canzoni dei quattro dischi per andare a suonare dal vivo.
DC: Yeah
MH: Tu ci sei da “Burn it Down”, ma anche “Make Some Noise” è un disco fantastico. Quali sono le canzoni che preferisci di tutta la discografia di questa band?
DC: Sai, mi piace la roba di “Burn it Down” e adoro la musica di “Make Some Noise”. Ho imparato le canzoni in precedenza, ma non è questo lo scopo della band. Ed è qui che le cose si fanno più interessanti, con tutti loro. Ma poi con Dough ci ho già suonato… e gli dissi ‘fammi provare questa’. E lui l’ha scritta la canzone. Quindi il mio approccio in quei dischi è quello di Brian; Non devio, perché le parti di Brian sono perfette per il disco. Non voglio fare casini mettendoci il mio stile.
MH: Quindi ti diverti e basta…
DC: Yeah!
MH: picchiando duro!
DC: Esattamente!!!

MH: La band comprende cinque tizi, tutti famosi, tutti con un ego forte. Come andate avanti senza ammazzarvi l’un l’altro?
DC: (ridendo, ndr) Sai, abbiamo l’amore per la musica ed il rispetto reciproco delle capacità tecniche. Lo sappiamo tutti. Tutti conoscono tutti in questa band, potrebbero essere in rilevo, sono ottimi musicisti. Ma, come sindacato, abbiamo capito che non c’è spazio per l’ego. Questa è una band, e adoro che lo sia, non c’è nessuno ‘Io sono il più fico’… ‘no, io sono migliore!’…. ‘no, io lo sono!’…
MH: forse perché tutti siete i migliori….
DC: Yeah, esattamente! È una band! La chimica ed i musicisti… non puoi avere di meglio, quindi ego a parte, andiamo a suonare e ci divertiamo!

MH: Tanto per girare attorno alla tua carriera. Che mi dici dei Revolution Saints?
DC: Yes! Facciamo un nuovo disco a Marzo
MH: e come mescoli quel milione di cose che fai con altri tizi che poi hanno lo stesso tuo problema… come fai funzionare tutte queste cose, essendo attivo in tutte le band dove suoni con tutti i concerti che fai?
DC: Sai, i The Dead Daisies sono la mia priorità, quindi tutto deve funzionare attorno ai Dead Daisies. Per esempio ho questa cosa dei Revolution Saints a marzo e devo anche fare un tour con Neal Schon e Gregg Rolie, i tizi originali dei Journey, con anche Marco… facciamo questo tour chiamato “Neal Schon’s Journey Through Time“, andremo in giro a suonare vecchi classici dei Journey, io canterò e suonerò la batteria. Sarà una figata, molto divertente.

MH: Che mi dici di Gioeli-Castronovo ? Amo un sacco quel cantante!
DC: Johnny è fantastico! È uno dei miei cantanti preferiti! Era stupefacente con gli Hardline. Non so che cosa ci dovremo inventare in quanto lui è dannatamente impegnato con gli Hardline, ed io c’ho i The Dead Daisies, ci sarebbe l’dea di fare con lui un set acustico al Frontiers Rock Festival, ma non sono ancora sicuro, il festival è in aprile. Io comunque ci sarò, quindi…

MH: Visto che anche tu sei un cantante. Come compari il tuo stile con quello di Corabi o di Gioeli… e se ti fosse possibile, cosa diresti loro di fare o non fare?
DC: Per me, io sono un batterista che ogni tanto canta. Non sono un vero cantante. Voglio dire, ho cantato in varie occasioni ma mi sono sempre visto come un batterista prima di tutto. E poi John è così dannatamente bravo… sai, come gli posso dire (fa una voce da bullo, ndr) “Hey tipo, devi cantare questo in questo modo… ah!”. No! Sa quello che fa e sarebbe un po’ come se lui dicesse a me “Hey Deen, devi suonare in questo modo”, ed io “Nooo!”… lui è un grande in quello che fa, non gli dico come deve cantare! Lui è grandioso! Io sono solo un batterista che ogni tanto canta, sono abbastanza in gamba ma non certamente fantastico; John Corabi è fantastico; Johnny Gioeli è fantastico.
MH: Beh in uno dei brani con Gioeli, adoro come canti… proprio dopo aver riattaccato con il telefono (mi riferisco al video del brano “Through”, questo qui, ndr)…
DC: (entrambi scoppiamo a ridere, ndr) Sono là dietro ad uno dei migliori cantanti rock, Johnny è fantastico, quindi per me cantare con lui mentre picchio sulla batteria è meraviglioso. Sono felice di essere lì!

MH: Relativamente al tuo background italiano, dato il tuo cognome…
DC: eccolo!
MH: …hai una band con un altro italiano, poi Gioeli…
DC: Si!
MH: …poi hai a che fare con la Frontier Records, che è italiana…
DC: Yep!
MH: qual è la tua connessione con il paese nel quale suonerete… stasera?
DC: La mia famiglia, mia madre e mio padre, sono siciliani. Sono nati in Sicilia e poi si sono trasferiti in America, nel 1939-40, questa è la mia connessione… poi ho suonato con Vasco Rossi, qualche anno fa. Ecco le mie connessioni, ma suonare in Italia, il solo essere qui è come essere a casa. Ho vari cugini a Milano, e quando ci vado è una festa, ma la parte triste è che non parlo la lingua. Mio padre, la parla perfettamente… mia madre… la parla perfettamente… ma io ho imparato tutte le parolacce! Specialmente suonando con Vasco! Mi hanno insegnato tutte le parolacce!
MH: Naturalmente! È così che funziona!

MH: Voglio un tuo giudizio. Quando ho recensito “Burn It Down”, con un ottimo voto (recensione qui), scrissi: “siamo davanti a cinque ‘ragazzini’ (RAGAZZINI!) molto incazzati, molto sfacciati… cinque ragazzini con una carriera stratosferica che si reinventano, si rigenerano e tornano all’atteggiamento ribelle ed un po’ punk del teenager di oltre trent’anni fa”. Ho indovinato?
DC: Si! Senza dubbio! Quello è l’avere una carriera e tante altre cose… abbiamo tutti l’esperienza e le conoscenze per entrare in questa band. Ma poi andiamo lì fuori e diamo il massimo… non stiamo li, beh, c’è un modo americano di dirlo con ‘classe’: “non facciamo le cose a cazzo!”. Non andiamo là fuori dicendo “oh si, oh si, oh si, è ok, ok ok”. Noi andiamo là fuori per suonare un concerto come se fosse l’ultimo, come se poi schiattassi e non suonassi più. Tutta la band ha questo atteggiamento!
MH: Questo è molto lontano da un set up commerciale della band…
DC: Si!
MH: C’è la passione dietro!
DC: È una rock band, si fanno le cose alla grande per bruciare nell’inferno del Rock’n’roll!

MH: Un’altra domanda personale. Come ti senti quando suoni la batteria? Qual’è la forza interiore, l’essenza che trasforma Deen il il tizio, Deen l’uomo, nel grandioso batterista chiamato Deen Castronovo? Cosa succede quando ti metti là dietro?
DC: Gratitudine! Un constante senso di gratitudine! Posso suonare ancora. Dopo tre anni fuori dal giro perché ero vittima della dipendenza dall’alcol. Posso suonare. Ho una seconda chance! Quindi per me suonare e fare quello che amo, davvero, ringrazio Dio, sto suonando e facendo quel che amo. Quindi c’è questo costante senso di gratitudine! Non mi va via il sorriso dalla faccia. Vedi? Non posso smettere di sorridere!
MH: Lo vedo! E lo vede anche lei (indicando la fotografa, ndr)
DC: (gridando verso la fotografa, ndr) Yeah! Lo sai? Lo sai? Sono molto molto fortunato!

MH: Come ho detto alla promoter: chiudi tu dicendo quel diavolo ti pare… basta che saluti i lettori di METALHEAD.IT.
DC: Grazie per il supporto. Grazie per il supporto ai The Dead Daisies. Grazie anche solo per esserci in qualche modo per questa band, noi promettiamo di distruggere tutto ovunque andiamo a suonare. Venite a vederci e noi vi offriremo un intrattenimento ad alto livello di ottani! Venite a vederci!

(Luca Zakk)

Foto: Monica Furiani Photography

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