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SICULICIDIUM – “A Halál és az iránytű” (EP)

by on Apr.06, 2019, under ALBUM, S

(Sun & Moon Records) C’è poco da fare: nello scenario black internazionale ci sono bands che seguono il trend e bands che se ne fottono completamente. Alla seconda categoria, con la deliziosa aggravante dello status di ‘culto’, appartengono senza alcun dubbio i Siculicidium, o ‘Transylvanian Kulturterrorists’ come amano definirsi. Il duo che sta dietro al progetto è composto da gente strana e misteriosa, gente che nei primi 13 degli ormai 16 anni di attività ha rifiutato interviste, gente che suona come (e quando) gli pare, con una palese antipatia per tutto quello che appare ovviamente commerciale o vendibile. O prevedibile. A tre anni dall’ultimo EP (recensione qui), ovvero il primo cantato in inglese, tornano sui loro passi, tornano nel tugurio e ripropongono materiale in lingua madre, sempre con l’assurda voce di Béla Lugosi il quale adora rendere più marcio ciò che già ha un aspetto poco salutare. Rimane quella sensazione che ci sia la musica che va in una direzione ed un cantante che canta qualcos’altro per cazzi suoi, dettaglio che trovo unica e morbosamente geniale (altra componente che esalta il culto)… ma questi due brani hanno un qualcosa di particolare, di magico, di suggestivo. Sul lato A del vinile 7” ci sono le pulsazioni di “A Halál”, un brano di stampo black metal lineare, ma con un’atmosfera evocativa ed inquietante esaltata dal suono della tromba. Il lato B occupato da “Az iránytű”, trasporta altrove, più lontano in una dimensione onirica devastante: black metal, strumenti a fiato, scacciapensieri… una prima parte con un’energia ritmica travolgente, un cambio repentino verso qualcosa a cavallo tra un soft blues ed una divagazione etnica, prima del ritorno delle chitarre con accordi death metal a sostegno di quelle tenebre dalle quali proviene la voce del vocalist, tenebre che diventano attraenti grazie ad un finale psico-epico. Un EP intenso e deviato, con un titolo misteriosamente traducibile come “Morte e bussola”, confezionato dietro un artwork curato da Juha Vuorma (Autopsy, Kalmah, Usurper, Denial of God): bello? Brutto? Interessante? Innovativo? Tradizionale? Tutte domande inutili. I Siculicidium sono puro culto e quando si parla di culto allora si devono considerare concetti quali venerazione, divinità, preghiera, sacralità. Una divinità oscura alla quale credere con devozione, o non credere negandone l’esistenza. Schieratevi dove dove diavolo vi pare, sapendo che probabilmente ai Siculicidium non importa un accidente.

(Luca Zakk) Voto: 9/10

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