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FLOWER FLESH – “Duck in the Box”

by on Feb.14, 2013, under ALBUM, F

copflowerflesh(Black Widow Records) Coraggiosa composizione per questa band italiana. Scrivere del prog, del buon prog, non è facile. Anzi, è estremamente complesso. Troppo è stato detto, troppo è stato inventato. Troppi esempi illustri, troppi maestri hanno calcato le scene. Risultare banali o poco originali è dannatamente facile, e non basta essere abili con gli strumenti. Per fortuna l’embrione delle idee non manca ai Flower Flesh, i quali attingono a piene mani da una vasta rosa di influenze, dando vita a questi quarantadue minuti di elaborazione musicale intelligente, di virtuosismo compositivo molto ben equilibrato, decisamente ben suonato. E’ il debutto per questi cinque musicisti che risultano compatti, creativi e estremamente fruibili. Ogni dettaglio musicale è ben curato, ben gestito: linee di basso coinvolgenti e calde, una batteria onesta, semplice, ma comunque ricca. Assoli di chitarra di qualità e delle tastiere ben sviluppate, ben gestite. Il lavoro è piacevole e non raggiunge  voti ben più alti a causa di alcune banali lacune:  la bella voce di Daniel è molto penalizzata da una pronuncia inglese scadente, troppo maccheronica; ad alcuni pezzi manca un po’ grinta, come la bella ma poco impattante “Falling In Another Dimension” (che comunque propone un basso ed una chitarra di ottima qualità); infine la durata dei singoli pezzi (e dell’album intero), escludendo la stupenda “My Gladness After The Sadness”, è lontana da quelle composizioni che oltrepassano facilmente i dieci minuti tipiche del genere, e che personalmente adoro. Rimane comunque degna di nota quella coscienza artistica che non porta mai all’eccesso di virtuosismo individuale, orientando la composizione verso la validità della sua espressione globale. Divertente e molto godibile “It Will Be The End”. Oscura e dal sapore molto vintage la bellissima “God Is Evil (Like The Devil), tecnica e creativa la mini suite “The Race Of My Life”, decisamente grandiosa la conclusiva “Scream And Die”, a tratti epica, a tratti malinconica, a tratti molto power.  Hanno molte capacità i Flower Flesh. Come debutto in questo genere difficile sicuramente esprimono la loro opinione e lasciano un segno ben definito. Data la complessità della loro direzione musicale, sono convinto che un po’ di attività live ed un po’ di ulteriore esperienza, li porterà verso un secondo lavoro di eccellente livello qualitativo. Da tenere d’occhio, assolutamente.

(Luca Zakk) Voto: 6,5/10

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