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TAINTED NATION – “F.E.A.R.”

by on Feb.16, 2013, under ALBUM, T

coptaintedn(Massacre Records) C’era bisogno di una melodic rock-metal band inglese di stampo classico e ci arriva sull’esempio di come fece tanti e tanti anni fa Phil Collins, ovvero Pete Newdeck lascia le pelli degli Eden Curse e si mette dietro al microfono. Complimenti, la sua prestazione non è malaccio, anche se, mi si concedi la pignoleria, non è una verace ugola per cose prettamente melodiche, ma lui ci da dentro. I Tainted Nation sono anche Ian Nash (Lionsheart) alla chitarra, Joel Peters (seconda chitarra), Pontus Egberg (The Poodles) al basso e la batteria è quella di Mark Cross (Firewind, Marco Mendoza, Helloween). La band rivela qualche sfumatura AOR (“Loser” e non solo), alcuni arrangiamenti di tipo moderno, ma nella valutazione generale Newdeck e soci si collocano tra hard rock, melodic heavy metal e il rock. Le sfumature e ogni possibile etichettatura vanno tenute a margine perché questo album ha toni commerciali e di ampio raggio nel suo voler toccare una grossa fetta di pubblico. Tra bordate rockeggianti, “Nothing Like You Seem”, “Hell Is a Lie”, e sussulti poderosamente heavy, “Whos Watching You”, “Your Only Friend”, “Don‘t Forget Where You Came From”, brano vagamente prog e che riprende alcune cose del rock/AOR britannico, ma anche in atri pezzi, i Tainted Nation ripercorrono la tradizione rock/heavy del proprio paese e costruiscono un set di canzoni fatti con un’impronta propria. Manca però qualche brano fulminante e di impatto immediato nella memoria e attenzione dell’ascoltatore, i brani li separi in categorie a seconda della direzione dello stile che prendono che per la loro efficacia. In più occasioni sono la pesantezza dei riff a decidere le “sorti” dei brani. Alcune canzoni, va detto, non offrono un grande interesse o comunque non sono all’altezza dell’abilità manifestata dai musicisti nell’intero lavoro. Missato da Dennis Ward (Unisonic, Pink Cream 69 e altri) e con la produzione dello stesso Pete Newdeck, “F.E.A.R.” si dimostra un album ben architettato nel suo scopo, cioè quello di suonare duro e melodico insieme. Mi aspetterei qualcosa in più da loro, ma l’esordio credo sia soddisfacente.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

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