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FUNGUS FAMILY – “The Key Of The Garden”

by on Lug.03, 2019, under ALBUM, F

(Black Widow Records) I Fungus si formano nel 2002 a Genova, partendo da un progetto di improvvisazione di Alejandro J. Blissett e Carlo “ZeroTheHero” Barreca. Escono dei dischi, un EP, si aggiungono membri, seguiti da avvicendamenti nella line up, fino all’entrata in studio per la registrazione di questo album (il terzo di una trilogia) ed il successivo cambio di moniker: i Fungus diventano Fungus Family, per rafforzare ed esplicitare il legame tra i membri. “The Key Of The Garden” è un album tematicamente filosofico, una filosofia moderna che si rifletta sulla sulla vita e sulla quotidianità dell’uomo moderno. Ma è musicalmente che la band travolge con una vastità sonora devastante. Rock. Hard rock. Rock psichedelico anni ’70, blues, jazz e qualsiasi altra cosa venga loro in mente, cosa tra l’altro naturale considerando che le radici stanno sull’essenza della musica, ovvero l’improvvisazione! In un’ora abbondante e nove brani, la band si rivela, si svela, offre, elargisce, regala e, soprattutto, emoziona in maniera stravagante, incisiva e provocante! Per capire la vastità musicale di questo sestetto, basti considerare la grandezza dell’invitato speciale che possiamo trovare in ben due brani: sulla mistica ed eterea “Eternal Mind“ troviamo infatti un meraviglioso flauto, mentre sulla heavy “Becoming to Be” emerge un sassofono psichedelico di pregevole fattura; entrambi gli strumenti sono infatti suonati dal mitico e superlativo Nik Turner, il settantanovenne sassofonista dei gloriosi Hawkwind! Stupenda, tribale e pure vintage la cover dei Family “The Weaver’s Answer”, ed indubbiamente si rivela fantastica anche l’altra cover del disco, ovvero “See Emily Play” dei Pink Floyd. Introspettiva e piena di blues “Holy Pciture”, sensuale e virtuosa “1q84”, contorte e travolgenti le due parti di “Suite n. 5”. Musicisti di altissimo livello, chitarre poderose, linee di basso provenienti da un altro pianeta, tastiere divine, batterie e percussioni piene di creatività, un vocalist che può letteralmente fare quel che vuole, dalla voce calda e suggestiva fino a quella rock graffiante, toccando quasi i territori del growl, il quale emerge per un istante sulla seconda parte di “Suite n. 5”. Su CD, vinile… quest’ultmo anche in serie super limitata a colori: un oggetto di piacere per amanti della musica, della melodia, della fantasia, del virtuosismo e, non per ultimi, i collezionisti di dischi fuori dal comune…

(Luca Zakk) Voto: 10/10

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