METALHEAD


VOLBEAT – “Rewind, Replay, Rebound”

by on Ago.03, 2019, under ALBUM, V

(Vertigo/Universal) A Michael Poulsen, chitarra e voce, Rob Caggiano, altra chitarra, il nuovo Kaspar Boye Larsen al basso e Jon Larsen alla batteria, si deve dare atto di una cosa, cioè che ogni canzone che scrivono, provano e poi registrano, è sempre qualcosa che suscita in un potenziale ascoltatore la voglia di capire chi siano i Volbeat. Chi ascoltando per la prima volta uno straccio di pezzo dei musicisti danesi, nello stesso istante non abbia pensato di capirci chi e cosa siano, da dove vengano. Un nuovo album dei Volbeat vuol dire tante cose. Etichetta e promoter sono fieri di loro! Tuttavia, cosa sono per la musica i Volbeat? Al netto di ogni tipo di appeal, i Volbeat sono rockabilly, punk, rock ‘n’ roll. Semplicemente. C’è anche del garage rock in giro nell’album. Certo, il tutto con chitarre fracassone, suoni ben pompati che si vogliono anche classificare metal, come “The Everlasting” che ricorda i Metallica post thrash metal, ma questo non ha importanza. La band danese è oggi alle radici del rock and roll e lo fa integrando nel proprio sound qualcosa di più. Vedere i cori femminili in “Last Day Under The Sun”, canzone per la quale il riff iniziale dal vivo sarà accolto da un onesto boato di enfasi da parte delle folle. “Rewind, Replay, Rebound” possiede momenti concitati e tanto catchy, radiofonici, più di tutto spensierati. Come “Rewind The Exit”, ma non solo lì. Ancora il punk, ruffiano, agitato, allegro, sbarazzino di Parasite e ancora di più di “Die To Live” che diventa poi ben altro. Il sentimento, ma anche i cori, i ritornelli che diventano inni e tutto quanto richiede ogni album che la band riesce ad elevare le canzoni a uno status di eccitazione. “Rewind, Replay, Rebound” ha una produzione pulitissima e presenta anche degli ospiti, come l’Harlem Gospel Choir, il cantante dei Clutch Neil Fallon, Raynier Jacob Jacildo al piano e Doug Corocran al sassofono della band di JD McPherson e, giusto per aggiungere brio, Gary Holt, chitarrista storico degli Exodus e da qualche anno negli Slayer che presenta un assolo di chitarra in “Cheapside Sloggers”. Nuovo album, solito smalto dunque per i Volbeat. In ultimo, giusto per aggiungere una nota, il nostro Michael Poulsen canta sempre allo stesso modo da ormai troppo tempo.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10

Attenzione / Warning

È vietato copiare, riprodurre, ripubblicare, pubblicare, visualizzare pubblicamente, codificare, tradurre, trasmettere o distribuire qualsiasi parte o contenuto di questo articolo senza previo consenso scritto da parte di METALHEAD.IT. È tuttavia liberamente consentito pubblicare un link diretto a questo articolo sui vostro canali e social network.

It's forbidden to copy, take screenshot, repost, publish, broadcast, show in public, encode, translate, transmit or distribute any section or content of this article without a written approval by METALHEAD.IT. It's allowed to post or publish a direct link to this article on your channels or social networks.

:

Comments are closed.