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BLACKRAIN – “Dying Breed”

by on Set.18, 2019, under ALBUM, B

(Steamhammer / SPV) Sulla scia di “Released” (recensione qui) la band francese continua ad essere una perla del giorno d’oggi ma che sembra saltar fuori dai primi anni ’80, un periodo durante il quale il glam metal era ancora abbastanza pesante (basti pensare ai primi album dei Crüe), tagliente, cattivo… mancava ancora qualche mese prima di evolvere, levigarsi, diventare più lascivo e colorato. I Blackrain poi vanno indietro, in quanto la band appare molto più scatenata ed incazzata in questo nuovo “Dying Breed” che nel precedente lavoro: un hard rock cattivo, rabbioso, dal gusto punk, quell’hard rock suonato da delle bands che in verità sono delle gang, pazzi ribelli sempre contro tutto, contro tutti. E, francamente, riuscire ad essere così, apparire veri e convincenti, suonare in questo modo portando lo spettacolo in giro, pubblicando un altro album con un’etichetta di spicco… nell’anno 2019… direi si tratta di una cosa decisamente lodevole, meritevole, grandiosa! Rock pieno di grinta e fretta con la title track sparata in apertura la quale fa pensare con piacere ai mitici W.A.S.P. Ma è “Hellfire” che spacca e travolge: un brano che nemmeno i Mötley Crüe saprebbero più scrivere! Toni epici con “Blast Me Up”, nervosa e rumorosa “Nobody Can Change”, lussuriosa la power ballad “Like Me”, una canzone con un ottimo ed esplosivo refrain. Lasciva e provocante la hard ballad “All Angels Have Gone”. Sognante e trascinante “We Are The Mayhem”, in qualche modo oscura e drammatica “Rock Radio”, ancora sogni ad occhi aperti con la conclusiva “A Call From The Inside”. Il nuovo appuntamento con i Blackrain è ancora una volta un hard rock sincero, non un semplice remake odierno, aggiornato e opportunamente confezionato, poi addolcito da una visione commerciale ah-hoc, come si usa dalle parti di molte band scandinave moderne militanti nell’ambito di queste sonorità. La band francese non inventa nulla ma, con il volume al massimo, mostra il dito medio a tutti buttando fuori un altro disco di punk-glam esaltante, glorioso e maledettamente pesante!

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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