METALHEAD


MISERY LOVES CO. – “Zero”

by on Nov.30, 2019, under ALBUM, M

(Black Lodge Records) Trent’anni. Quattro album. Una lunga, lunghissima pausa artistica. Ma ora, dopo quasi vent’anni di silenzio, eccoli ritornare, più trasgressivi e provocanti che mai. Gli svedesi Misery Loves Co. Sanno benissimo cosa serve agli ascoltatori, come evolve la musica, qual è la tendenza… e questo “Zero” è tutt’altro che che il punto zero, anzi… è una continuazione, una progressione, una conferma totale ed assoluta di un metal dal sapore industriale, sicuramente devastato, tagliente, non legato a schemi e dalla tendenza vagamente dissacrante. Tuonante e apocalittica… quasi sullo stile dei Fear Factory la opener “Suburban Breakdown”; degenerata e sprezzante “A Little Something”, un brano dal gusto nu-metal, decadente, oscuro e dal sapore deliziosamente vampiresco mentre si scatenano tuoni e fulmini -ma anche venti caldi e seducenti- con “Dead Streets”. “Only Happy When it Rains” è semplicemente la miglior cover dei Garbage di tutti i tempi, e “Fell in Love” stuzzica l’intimità dell’ascoltatore con quel sapore dark wave tipico dei The Mission. Il gusto elettronico esplode con la digitalissima “Would You?”, preceduta dall’altrettanto digitale -ma decisamente dannata- “The Waiting Room”. La title track è rock, è metal, è pure un po’ southern… il tutto frullato senza pietà in un contesto gotico dalla deviazione palesemente ottantiana. Rockeggiante e pulsante “One of Those Days”, mentre vira verso tendenze dark pop la conclusiva “Way Back Home”, un brano catchy, irresistibile, magnetico, apocalittico ma anche ottimista e trionfale. Un album che va oltre l’industrial metal dell’etichetta appiccicata sull’immagine della band. Con “Zero” il trio elargisce metal, banchetta nel goth, spazia nell’alternative senza rifiutare strizzate di occhio al death metal o intensi e illimitati scenari elettronici. “Zero” è da ascoltare, da percepire, da godere. “Zero” esiste per lasciare libertà di azione al lato più dissoluto del proprio io, della propria intimità, della dissolutezza… della propria anima.

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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