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ARTEMISIA – “Stati Alterati di Coscienza”

by on Nov.09, 2013, under ALBUM, A

copartemisia(Videoradio) E’ il terzo album per gli ArtemisiA e la progressiva crescita di questa band è nettamente tangibile in questo “Stati Alterati di Coscienza”. La band ha inciso con pulizia il proprio sound dimostrando in esso ricche sfumature. “Stati Alterati di Coscienza” è un album cantato (e benissimo) in italiano e suonato con una dominante heavy metal, nella quale vengono piazzati anche risvolti rock di tipo classico, progressive, addirittura blues ed anche hard rock. E’ un sound molto duro, sicuramente ondulato nelle movenze del songwriting. L’opener “La Strega di Port Alba (Maria la Rossa)” ha un riffing ingessato, ma la canzone seguente, “Il Bivio”, pur con una cadenza classica ha già in se un dinamismo superiore. Tuttavia sono canzoni heavy, pesanti, solide, d’impatto e a tratti anche oscure. “Insana Apatia” apre uno scenario più docile, un momento più calmo, incorniciato da chitarre fragorose in apertura e chiusura. Qualcosa del genere avviene anche in “Mistica”, un brano con un sottile pathos che aleggia nelle note, mentre “Vanità” potrebbe anche essere eletta a ballad dell’album per la sua suggestività atmosferica. “Il Pianeta X” è un altro pezzo interessante, molto adrenalinico, dominato da distorsioni fresche e ruggenti e un drumming ben inserito nel tessuto compositivo (però Gabriele Gustin lo è sempre con le sue bacchette). Lo scettro della vivacità va a “Corpi di Pietra”, una canzone che parla di Medusa o almeno del suo archetipo e che è allo stesso tempo il miglior risvolto heavy metal degli ArtemisiA, anche per via di qualche sfumatura vagamente Iron Maiden. Le chitarre del bravo Vito Flebus sono affiancate da un’esile orchestrazione in “Presenza” (vi invito ad ascoltare bene il testo e da soli in casa) e insieme i due elementi coesistono magnificamente. In questo caso il contributo di Ivano Bello spicca notevolmente, anche se il suo basso non è mai troppo nascosto ed è un bene per l’economia del sound. Non ho citato ancora Anna Ballarin, la cantante della band, ma le mie parole non sarebbero in grado di rendere il giusto omaggio alla sua voce e a come si esibisce in testi molto profondi e significativi. Band italiana, cantato in italiano, metal debordante ma fatto su misura al messaggio che si vuol inviare: direi che gli ArtemisiA vanno solo apprezzati. Come sempre.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

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