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CAN OF SOUL – “Hearreality”

by on Dic.03, 2014, under ALBUM, C

copCANOFSOUL(Atomic Stuff Records) Ad un tratto ti risvegli da un sonno tormentato; sei sudato; spaventato. Hai ricordi vaghi, confusi, nebbiosi. Una di quelle esperienze che ti segnano, ti feriscono in maniera permanente, indelebile. L’esperienza passata inizia a pulsare, a crescere, alimentando background mentali, alimentando sensazioni, ingrandendo le emozioni. E’ questo ciò che genera “Hearreality”: un disco che al primo ascolto risulta “carino”, ma che riesce a generare un perverso ed irresistibile magnetismo ascolto dopo ascolto… costruendo delle sensazioni che successivamente -quando la musica diventa silenzio- iniziano ad urlare, a volere di più, ad esigere, imporre, pretendere. Ed io oso: avete presente Lucassen? Ayreon e progetti correlati? Rock opera, storie, concept, concentrazione di musicisti di grande valore? Can Of Soul è senza dubbio un altro Ayreon, quello geograficamente italiano. Questo disco, uscito dal nulla, mi ha infatti sconvolto. E ricerco nel passato: Tomas Tomrocker, singer. Passato con bands minori. Pure cover bands (che io detesto). Eppure… dopo anni di gavetta, sudore, vedendo altre realtà a lui parallele esplodere, finalmente l’opportunità unica di dimostrare le capacità, la grandezza. “Hearreality” è un concept che racconta una storia aliena, di mondi abbandonati, invasi, paranormali. Ma la vera cosa fuori dal normale è la complessità strutturale, la variabilità musicale, la performance dei musicisti, il calore e l’intensa espressività della voce di Tomrocker. Album irresistibile, piccolo capolavoro al quale auguro un successo planetario, celebra la grandiosità di questo progetto genialmente denominato Can Of Soul (concetto che si lega intensamente alla storia raccontata). Apre “We Hate The Sun” attirando cinematograficamente l’ascoltatore, il quale viene travolto da un pezzo heavy graffiante e muscoloso, con un background strutturale molto ricercato e ben costruito. Ci si rende subito conto che Can Of Soul non ha limiti di generi, tanto che la seguente “This Order #5” offre metal, offre hard rock, offre prog -quasi una song che potrebbe appartenere al repertorio (geniale) dei Kingdom Come- una canzone che coinvolge, incanta, stimola, innervosisce, spaventa, destabilizza; la performance vocale è superlativa e spazia da uno screaming dannatamente metal fino ad un timbro deliziosamente dark wave. “Mystic” è un capolavoro: sessione ritmica incantevole (il suono del basso è IL suono del basso), mentre quel sax è quasi erotico; una canzone perversa, oscura, innocentemente malvagia, mi ricorda una certa maturità artistica che trovo su bands come i Winger. Metal e prog su “Solid Conviction”, piena di glaciale calore “My Queen”, pezzo con tocchi hard rock, dettagli power, varianti prog, intermezzo teatrale unico… ed anche un singing nuovamente superlativo ed un pianoforte perfetto. “Bette Davis Eyes” è proprio la canzone resa famosa da Kim Carnes negli anni ’80: questa versione hard rock è semplicemente stupenda. “Demon Eater” ha un groove poderoso, ricorda certe espressività dei Death SS, è semplicemente un pezzo memorabile. Ipnotica “Peaceful Snake”, una canzone che riporta ad un rock settantiano, celebrativo, immenso… senza dimenticare idee moderne molto coinvolgenti. “Dealing” è dannatamente hard & heavy mentre la conclusiva “Beyond My Wayward Zen Garden” unisce ambient, dark wave e varianti più estreme del metal, il tutto con una (apparente) semplicità sconvolgente. Un disco che meriterebbe chilometri di parole, tante sono le emozioni che riesce a scatenare. Ma il vero valore diventa personale, il varo valore sono le individuali sensazioni generate in ciascun ascoltatore. In fin dei conti “Hearreality” è una fiaba moderna, è una rock opera. Va ascoltata, interpretata, goduta. Amata con abbandono, passione e dedizione.

(Luca Zakk) Voto: 9/10

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