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VEXILLUM – “Unum”

by on Feb.03, 2015, under ALBUM, V

copvexillum2(Limb Music) Per i pisani Vexillum, “Unum” è certamente il disco della maturità. Inutile dire che, da buon appassionato di power metal, seguo la band dagli ingenui (ma sempre godibili) inizi di “The Wandering Notes”, l’ho apprezzata con “The Biouvac” (recensito QUI) e me la godo ora con questo complicato concept pieni di ospiti (e ancora una volta deploro l’assenza dei testi nel promopack promozionale). Ma “Unum” ha qualcosa di più: ha sicurezza, tanti ritornelli che si ficcano subito in testa, la giusta lunghezza, degli arrangiamenti di gusto… insomma, è quasi perfetto! “The Departure: blow away the Ashes” si apre, come è giusto che sia, come una ballata folk, e sfocia poi in un brano dalla grande solennità e dal refrain ritmico e coinvolgente. Ben sette minuti per una opener possono sembrare un azzardo, ma la canzone crea invece la giusta atmosfera per godersi il resto. “The Jester: over the Clouds”, il singolo scelto per il video, vede la presenza di Chris Bay dei Freedom Call: i toni si fanno dunque più allegri, ma il sound mantiene la propria identità power/folk. A “The Sentenced: Fire and Blood” partecipa nientemeno che sua maestà Hansi Kürsch, e in questo caso sì, il pezzo si sposta su atmosfere alla Blind Guardian, ma ancora con ottimi risultati. “Lady Thief: what we are”, che si serve della voce di Maxi Nil ex-Vision of Atlantis, è la più classica delle ballate, con un ritmo da danze attorno al fuoco; gli fa eco “The Hermit: through the Mirror”, ospite Mark Boals, un brano nella piena tradizione degli Elvenking. “The Way back: the Clash within” si conclude addirittura con un canto degli Indiani d’America; con “The true Beginning: standing as One”, in cui tornano tutti gli ospiti, i Vexillum sfoderano pure una grinta che non ti aspetteresti, avvicinandosi ancora agli Elvenking ma anche ai Rhapsody of Fire di inizio anni 2000. Originale anche la scelta di chiudere la scaletta con due cover: “Spunta la Luna dal Monte” dei Tazenda (!) e “Run runaway” degli Slade, trasformata in una pura canzone da taverna. Ascoltando un disco come “Unum”, mi torna qualche speranza che il symphonic power metal possa ancora vivere un momento di gloria. In alto i vessilli!

(René Urkus) Voto: 8/10

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