fototaake2Taake: creatura oscura dell’altrettanto oscuro Hoest. Una band poderosa, fedele al vero black metal, con un leader carismatico, estremo, appartenente al zoccolo duro del movimento norvegese. Persona relativamente tranquilla, molto educata, cordiale… lo incontrai per l’ennesima volta a Dicembre, nel back stage dei Carpathian Forest. Ma sul palco Hoest è un’altra cosa. Un altro demone. Un’altra creatura, non certamente umana. Oltre ai Taake, Hoest dimostra una voglia immensa di calcare i palchi: non a caso è l’attuale front man dei Gorgoroth, ma vanta presente con Carpathian Forest, Destruction, Urgehal ed altri. E’ una fortuna che esistano artisti simili, in quanto una cosa è produrre dischi, un’altra e mettersi in gioco ed affrontare il giudizio del pubblico. Apparentemente a Hoest piace molto il giudizio del pubblico Italiano, infatti le sue esibizioni, con la sua band o come guest, nel nostro paese sono frequenti… tanto da aver dato origine ad un minitour italiano di ben cinque date durante questa ormai trascorsa primavera. Grazie alla NIHIL (nota personale: Grazie Vick. sei un mito!) mi ritrovo nella guest list della data del primo Maggio al Circolo Colony (BS), ed è un piacere trovarsi in un ambiente perfetto, popolato da gente ideale (ci trovo anche un paio dei ragazzi dei Dark End!), con uno spazio veramente ampio per un chill-out prima degli spettacoli ed un area sotto palco perfetta per la devastazione. Il Circolo Colony ne ha vissute di vicende strane. Ha dovuto subire diverse ingiustizie da parte di assurde amministrazioni, incompatibili con la night life, con il divertimento, con il diritto di avere uno spazio di svago mentale dopo giornate di prigionia psicologica. Un locale che è un esempio di forza, convinzione ed amore per la musica, tutta la musica. E la nuova sede, che non avevo ancora visitato, è decisamente fantastica e la perseveranza dei gestori è da ammirare (…e pure le birre che hanno a listino…). Quindi al mio arrivo mi sono ritrovato a respirare un’aria diversa: solita gente in un posto nuovo, con una band che ho visto un sacco di volte, ma completamente rinnovata, specialmente nel look di Hoest, in controtendenza rispetto al passato: il pesante make up ed il cappuccio con mantello lo trasformano in un tetro folletto improvvisamente uscito da qualche maledetto infero. Ed assieme alla sua band offre uno spettacolo estremo, carico di energia esplosiva, con i musicisti molto preparati capaci di esprimere con efficienza le deviazioni mentali prodotte dal loro frontman.

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Il pubblico è esaltato, completamente coinvolto, ed alla fine dello show si crea una coda per il banco del merchandising. E’ una sensazione strana. I Taake sono in giro da molti anni, ma non sono certamente una band famosa (al di fuori degli adepti del genere). Eppure Hoest gioca in delicato equilibrio tra la persona vicina al suo pubblico e la rockstar irraggiungibile: ci riesce benissimo, è amato dai suoi fans e, facendo tutto da solo, riesce sempre ad inventarsi cose nuove, idee nuove, espressività nuova: arte nuova. Un po’ assomiglia a quelli del locale e pure a quelli della Nihil: estremamente convinti delle proprie azioni, della bontà della propria iniziativa. Gente non famosa, non nota, non in vista, ma capace di mettere in piedi spettacoli stupendi, coinvolgenti, da non perdere ed impossibili da dimenticare.

Set list:

  • Nattestid
  • Bjoergvin IV
  • Doedskvad I
  • Doedskvad III
  • Umenneske
  • Fra Vadested Til Vaandesmed
  • Nordbundet
  • Du Ville, Ville Vestland

 

 

(Luca Zakk)