(Autoproduzione) Mi sono sempre chiesto perché il thrash metal non abbia mai attecchito nel Regno Unito, nonostante avesse tutti gli ingredienti che, negli anni, hanno permesso al genere di prendere vita; mi riferisco a formazioni che sono state fondamentali, a partire da tutte quelle facenti parte della NWOBHM, passando per il punk proto-thrash degli The Exploited, fino ai Venom, i quali hanno assimilato la lezione impartita da Mr. Lemmy Kilmister, aumentandone la velocità e la furia esecutiva. (altro…)
(Werewolf Records) I Morgal sono una band finlandese attiva da oltre un decennio, ma arrivata al debutto solo nel 2021, giungendo ora al secondo disco in carriera. Di cosa parliamo? Di black metal. Puro e violentissimo black metal, un black incrociato con il death per dare vita a un’espressione devastante di musica estrema. (altro…)
(Napalm Records) Di solito tendo a leggere le info allegate all’album da recensire solo dopo aver ascoltato il disco in questione, per evitare di venire influenzato dalle dichiarazioni, ovviamente altisonanti, che hanno chiaramente una funzione promozionale. Questa volta, cercando in realtà un’altra cartella, ho invece aperto le informazioni riguardanti “Far From God”, ultimo album dei Moonspell, descritto come una sorta di “Irreligious” del ventunesimo secolo, cosa che ho immediatamente bollato come una cazzata colossale, come se i Metallica se ne uscissero dicendo che il loro prossimo album surclasserà “Master Of Puppets”: una cosa piuttosto difficile da credere. (altro…)
(Prophecy Productions) Capolavoro. Håvard Ellefsen è stato bassista e principale autore di testi nei primissimi Emperor. Poi è stato un precursore del dungeon synth, cosa che lo ha ovviamente condotto al synth/dark wave e, successivamente, al rock elettronico industriale. Le varie “ere” di Mortiis le chiamano, i suoi cambiamenti di stile. (altro…)
(Peaceville) In circolazione da quasi quarant’anni, e tuttavia giunti solo al secondo album, successore di “Ravnsvart” del 2019. Parliamo di novellini poco produttivi? No, diavolo, no! Stiamo parlando dell’entità che precedette la venuta degli Arcturus, concepita da Marius Vold (ora ex-Arcturus) e Steinar Sverd Johnsen (Arcturus, The Kovenant, ex-Ulver, ex-Emperor) nel 1989, anno in cui pubblicarono il demo “Slow Death”, il quale — tanto per chiudere il cerchio — vedeva Euronymous come produttore, Dead come autore della copertina e persino Hellhammer come batterista session. (altro…)
(Northern Silence Records and Avantgarde Music) Ovfrost sforna il sesto album di questo progetto russo denominato Malist che, a oggi, si delinea come una vera e propria band, da quanto si apprende dalle note stampa. Ovfrost indica la direzione da seguire, al momento ancora quella dell’atmospheric black metal di taglio melodic, con momenti anche dirompenti e un concept lirico legato a (altro…)
(Peaceville) Oltre vent’anni di attività per questo dissacrante progetto creato da Thomas Eriksen. E se sfogliamo le nostre pagine, le pagine di Metalhead.it, notiamo una prepotente costanza: “Eremittens Dal” del 2017: 9/10; “Det Svarte Juv” del 2019: 9/10; “Katedralen” del 2021: 9/10; “Dypet” del 2023: 9,5/10; “Syv” del 2024: 9/10. C’è altro da aggiungere? (altro…)
(I, Voidhanger Records) Nella corposa discografia di Dis Pater compare ora un album dal vivo, il primo pubblicato dal musicista australiano nei circa due decenni di attività del suo progetto Midnight Odyssey. Questo concerto francese si è tenuto il 13 maggio 2024 al Temple Protestant di (altro…)
(Antiq) Francia dell’Ovest, nati nel 2024 e ora al debutto: un black aggressivo, legato alla storia della loro terra, Charente e Vendée, e alle leggende di quei luoghi. Black molto melodico, ma decisamente incalzante, con riff incisivi, un drumming deliziosamente ossessivo e ritmi coinvolgenti, spesso catchy, sferzati da idee melodiche che si incastrano perfettamente nel risultato globale. (altro…)
(Antiq Label) L’arco temporale dell’attività musicale dei Möhrkvlth prevede una durata di dodici anni dalla loro formazione, durante i quali hanno ad oggi pubblicato due album, oltre a uno split e un demo. Dopo otto anni dal primo lavoro “A-dreñv ar vrumenn”, il (altro…)
(Battlesk’RS Productions) Ho un debole per il black metal francese, un sottogenere del metal che si differenzia spesso in maniera marcata, insieme a quello greco, rispetto alla versione scandinava e statunitense. (altro…)
(My Kingdom Music) “Cupo, inquietante e strano”: non ci poteva essere titolo migliore per questo nuovo disco degli italiani The Mugshots. Tra l’heavy e il prog, tra il rock e l’horror rock, tra il melodico e l’inquietante, con linee ritmiche eccitanti e un ventaglio di ospiti incredibile, compresi Andy LaRocque, Sakis Tolis, Trevor Sadist, Tommy Talamanca, Fredrik Norrman, Angela Busato e perfino Enrico Ruggeri, senza dimenticare il lavoro in studio di Dan Swanö, il progetto di Mickey E. Vil è vasto e non accetta alcun confine prestabilito. (altro…)
(Ripple Music / Majestic Mountain Records) Un album arioso e potente, melodico, deciso, perfetta coesistenza tra hard rock, blues, southern rock e infine un tocco in stile west coast, con il fuzz che cuce ogni elemento. I Masheena si ripresentano, dopo un album (altro…)
(Reigning Phoenix Music) Melechesh è un progetto nato a Gerusalemme nel 1993 e si sono poi spostati in Europa nel corso del tempo. Da qualche anno la band non ha pubblicato nulla, infatti l’ultimo album “Enki” è del 2015. Questo EP raccoglie solo tre pezzi (altro…)
(earMUSIC) Un album che ascolti e riascolti, provando ogni volta un immenso piacere, un piacere che si rinnova e si intensifica. Il settimo disco della band tunisina è un lavoro immenso, capace di fondere in maniera poetica e, più efficacemente che mai, il prog metal con le dimensioni folkloristiche della propria terra. (altro…)
(Debemur Morti Productions) Miserere Luminis hanno pubblicato il primo e il secondo album a distanza di quattordici anni tra i due, ovvero l’omonimo del 2009 e “Ordalle” nel 2023, QUI recensito. “Sidera” è per il trio canadese una direzione stilistica verso il black (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Si torna agli anni ’90 con il terzo album dei Monsternaut, un power trio che pompa nei pezzi un misto tra rock, groove e riff pesanti, inflessioni stoner e una vaga e piacevole somiglianza con i Corrosion Of Conformity degli albori. La band (altro…)
(Jawbreaker Records) Fresco debutto dei Midnatt che suonano un heavy metal di antesignana memoria. Uno stile primevo del genere e cantato poi nella lingua madre della band, lo svedese. Grintosi i Midnatt che si affidano soprattutto alla propria coppia di (altro…)
(Dark Essence Records) Band relativamente recente, debuttante nel 2023, che giunge al secondo lavoro, dopo qualche altro split o EP… il primo con una vera label… il primo con una delle migliori etichette per il genere proposto. (altro…)
(Terratur Possessions) Da Trondheim giungono al loro quarto lavoro. Devoti alle tenebre, al mistero… tanto che poco si sa anche della line-up, tranne il nome del vocalist, tal B. Kråbøl, in forze anche a Diabolus, Mecum Semperterne!, Enevelde e Kråbøl. (altro…)
(autoproduzione) Già recensiti nelle nostre pagine QUI con l’album “Esigenza”, cioè la magnifica e rabbiosa schiaffeggiata della band romana che partendo dall’hardcore va ben oltre questi schemi. “Mortale” è letteralmente una mitragliata di hardcore portato alle (altro…)
(Scarlet Records) Dopo un album d’esordio “Celestial Vision”, QUI recensito, di un livello apprezzabile, i greci Mystfall pubblicano un secondo lavoro di grande valore stilistico. La maestosità delle canzoni di “Embers Of A Dying World” è potenziata da un’immensa, sontuosa (altro…)
(Masked Dead Records / Sulphur Music) Il black metal dei Mek Na Ver è piuttosto particolare. La band italiana con alle spalle solo un altro album, “Heresy” del 2010, vede la presenza di Dipsas Dianara, ovvero Serena ‘Moerke’ Mastracco degli Opera IX anche (altro…)
(InsideOut Music / Sony Music) A cinque anni da “Innocence & Danger”, Neal Morse e combriccola (ovvero, oltre a Neal, i signori Mike Portnoy, Eric Gillette, Bill Hubauer e Randy George) tornano con un nuovo monumentale album, “L.I.F.T.”, un concept che narra la storia di un individuo che vuole essere di più, che desidera far parte di qualcosa di troppo grande, fuori dalla sua portata… verso il mondo, un’ipotesi di connessione, la rottura, la sofferenza… il ritorno, una nuova connessione. (altro…)
(Dusktone) Tiziano Colella è un artigiano di atmosfere, siano esse sognanti, vaste o intense. Marlugubre è un progetto personale e questa volta si manifesta con una novità rivelatasi determinante. “Per Amor Nymphae” è il terzo album in carriera e si addentra nel mito (altro…)
(Silver Lining Music) Basta il singolo e il video di “Rockin’ Horse” per ricordare a tutti quanto fico sia l’esplosivo Michael Monroe! Dodicesimo disco in studio per questo rocker eccentrico, un tempo frontman dei mitici Hanoi Rocks: a 64 anni rifiuta di invecchiare, non molla, non cala il ritmo e questo “Outerstellar” conferma ancora una volta che Mr. Matti Antero Kristian Fagerholm sa esattamente come diavolo va suonato il rock’n’roll! Eccoli questi dodici brani schietti e irresistibili: dopo la già citata opener, “Shinola” è un pugno in faccia, ma con un groove micidiale e quella progressione di accordi verso il refrain che è un esempio monumentale di canzone che spacca! “Black Cadillac” è deliziosamente acida, vigorosamente incalzante, favolosamente scazzata, mentre “When the Apocalypse Comes” offre un rock melodico, un po’ sognante, un po’ malinconico. Pulsazioni meravigliose con “Painless”, un brano energetico ma dolce, coinvolgente ma oscuro. È decisamente punk “Newtro Bombs”, rock un po’ moderno e un po’ classico con “Disconnected”; le sonorità si fanno molto ribelli con quello sfogo intitolato “Precious”. Scorrevole e trascinante “Pushin’ Me Back”, rock un po’ southern e favolosamente classico con “Glitter & Dust”, rock graffiante e da cantare a squarciagola con “Rode To Ruin”, intima e ricca di passione la conclusiva “One More Sunrise”. Brani brillanti, arrangiati in modo sublime, con quel sassofono che a volte emerge (sublime nel brano che chiude il disco!) ricordando a tutti che Michael Monroe non è solo un superlativo frontman con una voce iconica. Un album da ascoltare a tutto volume, con l’acceleratore a tavoletta, godendo, sognando, esigendo, cavalcando quel cavallo imbizzarrito che solitamente chiamiamo vita!
(Memento Mori / Grindhead / Primitive Moth) Secondo album per Malignant Aura, formazione proveniente dall’Australia, fautrice di un death metal pesantemente contaminato dal doom, sulla scia di nomi come Hooded Menace e Incantation. (altro…)
(autoprodotto) John Macko è il bassista dei Fifth Angel, ma qui si lascia andare alla sua ispirazione, tra prog metal e metal moderno, con il batterista dei Fifth Angel Ken Mary, la chitarra di Adrian Thessenvitz (degli AD Infinitum!) e la voce della favolosa Georgie Chapple. (altro…)
(Metal Blade Records) Otto dannatissimi anni per avere una nuova mostruosità, da una delle death metal band americane più amate. Lee Harrison, batterista, è stato fino a poco tempo fa l’unico membro originario dei Monstrosity. “È stato” perché Mark van Erp, bassista (altro…)
(I, Voidhanger Records) Lo split “From The Waters Of Death” raccoglie quattro partecipanti, dei quali tre sono il frutto di altrettante one man band, mentre la restante è un duo. Con almeno due anni di lavorazione alle spalle, questo corposo split curato dalla I, Voidhanger Records racconta il mito mesopotamico di Gilgamesh, il poema epico più antico del mondo. Una narrazione che avviene con toni oscuri, drammatici e a tratti furiosi ma anche con fasi emotivamente contemplative. (altro…)
Di redazione|2026-02-09T11:49:34+01:0009 Febbraio 2026|Categorie: ALBUM, M, O, S|
(Century Media Records) La storia del black metal non può esistere senza di loro. Forse il black metal continua a perseverare, a esistere, solamente per il fatto che questa band esiste ed è in attività, quasi come un leader oscuro, una guida di dannazione spirituale, una torcia di fuoco nero che ogni altra band devota a questo genere deve seguire. Sono quarant’anni di storia, di mistero, di pagine di cronaca, di avvicendamenti nella formazione… forzati o meno. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Album intenso e intelligente per i danesi Møl, i quali giungono al terzo full length. Blackgaze, post black e un tocco consistente di modernità, quasi pop: un mix strano, quasi inconcepibile, eppure efficiente e molto potente. Brani laceranti, travolgenti, che parlano di sogni. (altro…)
(Art Of Melody Music & Burning Minds Music Group) Brillanti, melodici, intensi ma mai troppo heavy: dopotutto il loro territorio è palesemente l’AOR, il Westcoast, con quello sound à la Toto… cosa naturale, visto che gli italiani Mindfields nacquero proprio come tribute band dei Toto, tanto che il moniker stesso richiama l’album della band americana uscito nel 1999. (altro…)
(BLKIIBLK Records) Ci sono due modi per approcciarsi al diciassettesimo album dei Megadeth, lavoro auto intitolato e caratterizzato da una copertina dove prevale il bianco, quasi in contrapposizione agli amici/rivali Metallica, il cui album eponimo è universalmente conosciuto come il ‘Black Album’. Il primo approccio è quello di considerare “Megadeth” semplicemente come l’ultima fatica della band statunitense, con un bilanciamento tra episodi thrash in linea con i precedenti ottimi lavori “Dystopia” e “The Sick, The Dying… And The Dead!” e i mid-tempo tipici degli album degli anni ’90 come “Countdown To Extinction”, “Youthanasia” e “Cryptic Writings”, con qualche richiamo a episodi recenti come “Th1rt3en” e “Super Collider”, bollandolo come un album ben fatto, suonato in maniera impeccabile nel tipico stile dei Megadeth. Il secondo approccio è quello di considerare “Megadeth” come l’epitaffio discografico di una band che, nelle sue varie incarnazioni, ha marchiato in maniera indelebile gli ultimi quarant’anni di storia della musica metal. Una sorta di celebrazione, un greatest hits composto da inediti, dove ogni brano rispecchia una fase della carriera della formazione capitanata dal leggendario Dave Mustaine; ecco che, considerato da questo punto di vista, “Megadeth” assume un significato diverso, diventando il sunto di una storia che si chiude con il finale da brividi di “The Last Note”, dove Mustaine recita le parole ‘I Came, I Ruled… And Now I Disappear’. Dal punto di vista prettamente musicale, l’album presenta episodi thrash, come l’opener “Tipping Point”, che apre il disco esattamente come si era concluso il precedente, tra riff veloci e taglienti, grandissimi assoli e un bellissimo rallentamento centrale. “Let There Be Shred” è una brutale dimostrazione di eccellenza tecnica da parte di Dave e del nuovo chitarrista Teemu Mäntysaari, forse il chitarrista più vicino ai virtuosismi di un certo Marty Friedman che la band abbia avuto, tanto che sono convinto che, se fosse arrivato qualche anno prima, ne avremmo ascoltate delle belle, senza nulla togliere al magnifico lavoro svolto dal predecessore Kiko Loureiro. “I Don’t Care” rispolvera quell’attitudine punk che ha caratterizzato Dave nelle fasi più tossiche, come “So Far, So Good… So What?”, o ancor più su “The Craving”, grande disco purtroppo sottovalutato del progetto M.D.45, una sorta di versione punkeggiante dei Megadeth. “Puppet Parade” richiama i migliori momenti di metà anni ’90, perfetta e riuscitissima via di mezzo tra “Almost Honest” e “Angry Again”, mentre “Made To Kill” suona come una “Take No Prisoners” se fosse stata composta per “Dystopia”, candidandosi a essere uno dei migliori brani dell’album e riportandoci al thrash puro, duro e crudo. “Obey The Call” ricorda in qualche modo “New World Order” per come è costruita: mid-tempo roccioso che richiama l’era di “Youthanasia”, con un’accelerazione thrashy nel finale. “I Am War” è oltremodo ruffiana, richiamando episodi mainstream ma non per questo meno riusciti come “A Secret Place” o “Have Cool, Will Travel”. “The Last Note” è l’apice in quanto a pathos, l’ultima canzone in ordine cronologico scritta da Mustaine ad apparire in un disco dei Megadeth, e già questo fa emozionare un fan devoto come il sottoscritto… Se poi il pezzo è anche un piccolo capolavoro, tra chitarre acustiche, grandi assoli e un testo toccante, allora l’emozione si taglia con il coltello. Un disco che si conclude con “Ride The Lightning”, brano al quale Dave aveva partecipato in fase di composizione, quindi da non considerarsi tanto una cover, quanto la chiusura di un cerchio e un modo di riappacificarsi con un passato per il quale ha sofferto molto dal punto di vista umano, ma dal punto di vista artistico quella rabbia ha permesso la nascita dei leggendari Megadeth. Quarantatré anni di carriera in cui Dave, coadiuvato da svariati sodali, ha sfornato almeno tre capolavori e una manciata di album di grande spessore artistico. Grazie di tutto, Dave Mustaine!
(Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group) Trio al debutto, ma supportato da una manciata di ospiti di altissimo livello (bassisti in primis): i Mayhem Mavericks nascono dalle ceneri degli Alchemy e si sentono più forti che mai nel proporre il loro hard & heavy melodico, a tratti glam o sleaze, ma molto AOR, con un gusto melodico incredibile, chitarre e tastiere sublimi, il tutto dominato da linee vocali perfette e da brani che invitano a cantare, a lasciarsi andare. (altro…)