GAEREA – “Loss”

(Century Media Records / Sony Music) Misteriosi e tetri, i portoghesi Gaerea celebrano il decimo anno di attività con il quinto disco, che ti annienta, ti travolge… in modi diversi. Il loro sound cresce, evolve, continua a muoversi dentro tenebre impenetrabili, ma la loro radice post-black ora si arricchisce, diventa tanto più crudele quanto più melodica, più atmosferica oltre che immensamente più inquietante, anche se largamente più fruibile. (altro…)
(Reigning Phoenix Music) Proprio un anno fa uscì “Stereo Crush”, il quattordicesimo album in studio? Non ricordo: la band svizzera è tanto prolifica quanto, hey, immortale. La mezzora di “More Stereo Crush” vanta un titolo molto chiaro, che indica ulteriore materiale da quell’album: materiale non incluso, finora tenuto in saccoccia o uscito come video o singolo a sé stante. 

(Dusktone) L’epopea medievale dei Gladium Regis presenta il secondo album, un concept nel quale elementi epici si agganciano a temi esoterici, pagani, poetici e con elementi fantasy. “Quest” vede un avanzamento della band verso una sorta di symphonic che in 

(Ripple Music) Hanno un passo sinuoso e quasi ipnotico in certi passaggi, allo stesso tempo i Godzillionaire hanno qualcosa che li rimanda ai Pearl Jam, The Jesus Lizard e cenni dei Doors e soprattutto con principi stoner, fortemente grunge e con spunti sludge. Un 
(Steamhammer) La nitroglicerina contenuta in “Same Drug New High” è una mistura speciale che vede tra i propri ingredienti, il punk, i Motörhead, lo street rock, i Backyard Babies e i Buckcherry: il tutto per rendere deflagrante l’album. In poco meno di quaranta
(Heavy Psych Sounds) Onirici, spaziali, in sostanza una divagazione generale su sonorità space rock da parte dei milanesi Giöbia. “X-Æon” è un atto supremo e straniante, il cui stile tocca punti in comune con Hawkwind, Chrome, Ozric Tentacles e dunque space rock, psichedelia, cenni acid rock. Band collaudata e forte, ora al sesto album in 


(Brutal Records) Perm è una città nel cuore della Russia. Si torva più a occidente che oriente, ma a nord del Kazakisthan e dunque nel vero interno dell’Asia russa. Proprio da questo luogo remoto arriva “Downtown Dream, il nuovo album dei Grenouer che erano assenti da ben sei anni sul mercato discografico. Questo decimo full length sembra essere un raccogliere 
(By Norse Music) Il musicista islandese Gísli Gunnarsson ha partorito una nuova opera a seguito di un evento non semplice accorso nella sua vita. A causa di eventi naturali distruttivi, Gunnarsson ha perduto la sua casa come altre persone nella cittadina di Grindavík. Spostato in un’abitazione di fortuna dalla Croce Rossa, il musicista ha conosciuto, come
(Darkness Shall Rise) Peculiare il suonare dei Gorleben che presenta un doom metal di base con ampi frangenti atmospheric e spunti death metal, il tutto con qualche trovata avant-garde. Al secondo album, la band che prende il nome da una cittadina dell’ex Germania Est nella quale è sito un centro di smaltimento per rifiuti radioattivi, si presenta con
(Scarlet Records) Glasya è una band symphonic metal lusitana oggi al terzo album, con alla voce la notevole Eduarda Soeiro. I Glasya hanno realizzato un album che si discosta un po’ da quanto hanno fatto in precedenza. “Heaven’s Demise” nel 2019 è stato seguito da “Attarghan” nel 2022, un concept che si rifaceva all’antichità persiana e proponendo dunque 

(Osmose Productions) Il sano black metal di Trondheim, offertoci da una band degnamente black metal ancora in circolazione sul suolo norvegese. Gjendød sono una visione raw del black metal, nonostante lavorino il proprio materiale in studio con piglio moderno e dunque dando infine spazio a tutti 



(Dusktone) C’è il solo Grimovetust a lavorare a questo progetto con lo stesso nome e votato al black metal di matrice old style. Molto atmospheric e con passaggi anche strutturati, soprattutto con un lavoro delle chitarre più ampio e abbastanza variegato. L’album
(Nuclear Blast Records) I Ghost Bath sono capaci di avventurarsi su percorsi personali, includendo nelle proprie composizioni più stili e fraternizzando con idee molteplici e magari osando. I loro album, “Moonlover” 
(Chaos Records) Quarta opera per i luciferini Goath, formazione tedesca di black-death metal in attività da un decennio. Come in passato, 


(Crazysane Records) Un album non del tutto strumentale quello dei Goblyns, infatti su dieci pezzi primeggia proprio la parte strumentale e solo pochissimi pezzi sono corredati da un cantato. Il trio del Sud Africa si cimenta in un funk-jazz fusion con diversi
(Blues Funeral Recordings) L’assolata Arizona genera una band che da diverso tempo suona un doom acido e possente, misterioso e imponente. Loro sono i Goya di Phoenix, un trio che vede il chitarrista e cantante Jeffrey Owens, il batterista Marcus