CEREMONIAL WORSHIP – “Between Sleep and Death”

(Eternal Death) Secondo album per i greci Ceremonial Worship, il terzo se consideriamo “Ode To Dionyssus”, lavoro uscito nel 2022 in una tiratura talmente limitata da far considerare il successivo “Seven Gateways To Eternal Misanthropy”, uscito nello stesso anno, il vero e proprio debut album; un disco, quest’ultimo, che tentava in parte di distaccarsi stilisticamente dal black metal ellenico, avvicinandosi maggiormente a realtà come Ildjarn e Judas Iscariot, ma penalizzato da una produzione abbastanza scadente, eppure in grado di valorizzare l’attitudine misantropa della band. (altro…)

(autoprodotto) In un quarto d’ora di musica, Christian Hansen invita a prendersi una pausa e a riflettere. Rock super soft, rilassato, easy. Un indie folk con radici più profonde: 
(Emanzipation Productions) Nel 2022 i Crown The Beast hanno pubblicato l’album “Spawn of Tomorrow” e, dopo quattro anni, riaccendono i motori per dare alle stampe questo EP. “Judgement” persegue lo stile denso e tempestoso della band danese, votata a un 

(Season Of Mist) Dura da qualche anno il sodalizio tra la band del fondatore inglese Justin Greaves e l’etichetta francese Season Of Mist. Il collettivo britannico ha registrato dodici pezzi e per i quali ognuno prevede un numero diverso di esecutori. Consci di uno stile che mischia
(Comatose Music) L’iconografia dei Crème Flesh, come le copertine e in particolare il logo dei canadesi, potrebbe indurre a credere che siano la tipica band porno-grind. Anche lo stesso nome che gioca sull’assonanza della seconda parola tra ‘fresca’ e ‘carne’, induce a
(Gates Of Hell Records) Questa band di Atlanta consacra il proprio heavy metal alla tradizione della NWOBHM e per la parte testuale al fantasy e all’antichità. Judas Priest, Iron Maiden, Tank e altre realtà del movimento heavy metal britannico, si riscontrano
(Demoniac Productions) I Cenotafio per la prima volta nelle nostre pagine. La band death-black metal del Cile ha già avuto buoni riscontri al di fuori del proprio paese, dopo undici anni di atività e ora al terzo album. “La Escisión Acausal: Por La Vía Inversa Hacia La Descarnación” è 
(Adirondack Black Mass) I Calvana hanno da sempre tenuto nascosta la propria identità e l’unica cosa su di loro che è trapelata è la provenienza dei singoli, allocabile tra Prato e Firenze. La band è al terzo album nell’arco di sei anni e ancora una volta sotto il segno 
(Nadir Music) Crystal Sun è un progetto musicale nato dalla mente di Ale Moz, per molti anni bassista dei Detestor: un progetto che Ale non ha potuto completare a causa del cancro che l’ha portato via il 16 luglio 2024, all’età di cinquant’anni. 

(Fastball Music) I Chriz Doe sono quattro ragazzi tedeschi che esordiscono l’album intitolato “Cookie Doe”, realizzato mettendoci dentro groove/alternative metal, nu metal, rock, continue linee di elettronica ed energia. Giocando sul termine inglese ‘dough’, cioè impasto, “Cookie Doe” è di fatto un impasto per undici biscottini da divorare con gusto. L’opener
(Everlasting Spew Records) “Latitudes of Sorrow” è frutto della coabitazione tra i romani Shores Of Null e il duo finlandese Convocation. I Shores Of Null con già cinque album alle spalle, sono un ottimo esempio del doom metal di novantiana memoria e vicino alle eleganze dei Paradise Lost. La quota nello split della band romana si sviluppa attraverso tre pezzi. Tutti 
(Rope or Guillotine / La Harelle / Arsenic Solaris / Chien Noir) Malemort è un progetto doom francese nato nel 2015 con elementi provenienti da, oppure con una partecipazione in, band come Ataraxie, Sordide, Monarch e altri ancora. Formano un trio che ha già inciso un album e mostrano sonorità piuttosto elementari del suddetto genere. In circa diciotto minuti la 

(Black Lion Records) I Centinex sono poco ispirati. La death metal band nata nel 1990 a volte ci ha consegnato lavori inaspettati, mostrando influenze o scelte stilistiche diverse dal suo solito. I Centinex sono stati anche questo, cioè cambiare le carte in tavola, per convenienza o convinzione. “With Guts and Glory” segna un ritorno per la band, il cui ultimo album 
(code666) Probabilmente non li avete mai sentiti, cosa anche normale considerando che sono al debutto. Uno sguardo alla tracklist offre la vista su ben sedici brani… cosa che potrebbe spaventare o suggerire noia, se non fosse per il fatto che sono tutti pezzi molto brevi, per una durata complessiva di poco più di quaranta minuti.
(Century Media / Sony Music) Il ritorno dei Coroner era qualcosa di auspicabile da diversi anni. Il trio svizzero che si fermò nel 1996, nel 2010 ritorna a esibirsi dal vivo, con l’ultimo album pubblicato dal titolo “Grin” nel 1993. Tommy Baron e Ron Royce reclutano nel 2014 Diego Rapacchiotti a sostituzione di Marquis Marky, un membro tra l’altro. I Coroner
(Season Of Mist) L’EP “The Cult of Kariba” è un ritorno importante per i Carach Angren. Sono 20 minuti ben strutturati, con una introduzione e cinque pezzi corredati di grandi orchestrazioni, chitarre elettriche energiche e una base ritmica agile, maestosa e addentro alle situazioni di arrangiamento dei pezzi. Symphonic black metal dalla portata melodica importante 

(autoproduzione)
(Deformeathing Production) Riemerge dalle nebbie del tempo il totem Christ Agony, con ormai da tempo il solo Cezar a definire le sorti di questa idea musicale. Christ Agony al principio era una band a tutti gli effetti che agli albori degli anni ’90 ha detto la sua nella scena black metal. “Anthems” prevede le tipiche sonorità oscure già esposte in passato, con uno 
(Lay Bare Recordings) La musica dei tedeschi Coltaine è un sublime mix di psichedelico atmosferico, di post-rock malinconico e di… celestiale blackgaze, il tutto dentro una immensa dimensione eterea per una band capitanata da una front woman favolosa capace di alimentare con impeto quello stato di trance, quell’ossessione sonora, quell’ipnotismo penetrante.
(King Volume Records / Blues Funeral Recordings) The Rat Queen è Riley Pinkerton, voce e chitarra ritmica, e guida questa formazione che pubblica un nuovo album dalle tinte opache ma vibranti. Con il chitarrista The Count, cioè Franco Vittore, e The Plague