URNA – “The Great Jihad”

(ATMF) Dopo ben tredici anni di assenza, tornano i sardi Urna, con il loro primo album cantato interamente in lingua inglese, dopo un esordio in italiano e altri lavori in cui l’idioma utilizzato era il latino. (altro…)

(ATMF) Dopo ben tredici anni di assenza, tornano i sardi Urna, con il loro primo album cantato interamente in lingua inglese, dopo un esordio in italiano e altri lavori in cui l’idioma utilizzato era il latino. (altro…)
(Dusktone) Uburen, norvegesi, sono un’espressione del black metal di stampo vichingo. Ottimi musicisti, melodici in tutte le fasi e sfaccettature dei pezzi, la band è una devota e incallita prosecutrice di atmosfere alla Enslaved, Einherjer e cose del genere. Epica (altro…)
(Season Of Mist) Un suonare riconducibile all’alternative metal, il grunge e il post-hardcore da parte dei Untitled With Drums. Sono le tipiche schitarrate con accordi e riff che danno l‘impressione di propagarsi nello spazio. Un cantato poi che sai esattamente come affronterà il ritornello. La batteria che scandisce bene i colpi e li marca nei momenti topici con i piatti, risulta prevedibile in certe (altro…)
(autroproduzione) Gli Undrowned iniziarono diversi anni fa la loro attività musicale, dando poi vita all’EP “The Dark Path”. Un silenzio di ben dieci anni, cambi di formazione e infine ecco il primo full length, “Universe”. Un album che si muove tra momenti luminosi e altri cupi, malinconici. Le melodie dei tedeschi si insinuano tra strutture di tipo thrash-death e doom, in maniera scorrevole e (altro…)
(Time To Kill Records) Enrico Giannone da tempo voleva dare continuità, anzi un concreto ritorno in vita agli Undertakers. L’ultimo album era del 2004; da allora sono usciti alcuni episodi discografici ma, in definitiva, è “Global Dominion” il punto dal quale la band ripartirà con costanza, si spera. Gli Undertakers (altro…)
(Dusktone) Andreas Wærholm pubblica la terza opera del suo progetto Urkraft. Il norvegese si lancia in un atmospheric black metal dai tratti volutamente caotici, con evocative melodie che richiamano i primi Arcturus, i Covenant e gli Ulver. Il sound è un po’ soffocato (altro…)
(Xtreem Music) I torinesi Ural sono la prova vivente di come sia possibile evolvere in maniera esponenziale il proprio stile rimanendo al contempo legati a doppio filo alle proprie origini; giunta al quarto full length, la formazione piemontese si ripresenta con nove trascinanti pezzi di crossover thrash tipicamente East Coast, con richiami evidenti ad Anthrax e Nuclear Assault, tra accelerazioni, gang chorus e parti mosh, e con qualche rimando anche alla Bay Area, come nel caso di “Rat In A Cage”, stilisticamente affine agli Exodus. (altro…)

(Pest Records) È molto ispirato il secondo album del duo italiano Urluk. C’è passione, c’è narrativa, c’è una progressione non solo musicale, ma soprattutto cinematografica, quasi come se le cinque tracce non convenzionali facessero parte della colonna sonora di un film contorto, complesso, difficile da seguire senza la giusta apertura mentale. (altro…)

(Blood Fire Death) Secondo album per i galiziani Unchosen Ones, a tre anni di distanza dal convincente debutto “Sorrow Turns To Dust”, ottimo esempio di quel power metal melodico che ha avuto verso la fine degli anni ’90 il suo momento di massimo splendore. (altro…)

(House of Mythology) La dimensione ‘Ulver’, questo percorso artistico che ha segnato profondi cambiamenti stilistici, pur mantenendo l’apprezzamento di molti fan della prima epoca, quelli legati al black metal. Album numero quattordici? Quindici? Questo senza contare i dischi ‘colonna sonora’, i live album, l’album di cover “Childhood’s End”, le compilation e i vari EP. (altro…)

(Avantgarde Music) Oulu, Finlandia centro-settentrionale: non certamente un posto caldo e luminoso, specialmente in questo ultimo mese dell’anno, che si rivela il periodo perfetto per pubblicare questa perla di black metal glaciale e siderale, con un’ispirazione cosmica tale da far sembrare insufficiente la desolazione già presente nella terra della band su questo pianeta, per esprimere una grande solitudine e inneggiare a forze appartenenti alle tenebre, cercando di andare oltre i limiti dell’esperienza fisica ordinaria per cogliere realtà più elevate e astratte. (altro…)

(ATMF – Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum) Giungono finalmente al debutto gli italiani Unviâr, progetto nato in Friuli-Venezia Giulia e profondamente fedele all’essenza del black metal, a quel legame viscerale che unisce il genere alla terra natia, al territorio e alle sue tradizioni. (altro…)
(Vic Records) Monumentale proposta della Vic Records che riproone il primo album degli Usurper, “Divine Spiritual and Intellectual Development” del 1990, e con annessi tre demo e un live, svoltosi a Rotterdam nel 1990. La thrash-death metal band olandese pubblicò il secondo album nel 2020, “Evilution” QUI recensito. La (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Terzo album per Undersave, band portoghese inspiegabilmente ancora poco conosciuta, nonostante sia in circolazione dal 2004 e il loro death metal sia qualitativamente di prim’ordine. (altro…)
(Napalm Records) Forgiato con sapienza per avere il death metal melodico in una versione di agilità mista a potenza, “Fire Upon Your Lands” è un piccolo gingillo nella (altro…)

(Autoproduzione) Il progetto Unspoilt nasce in piena era pandemica quando, Simone e Dieter Scwarz, rispettivamente voce e batteria dei Dark Zodiak decidono di unire le forze con il bassista dei Muggeseggl Marco Vunc, per dare vita a questo side project che musicalmente si orienta verso un death/thrash piuttosto grezzo e dozzinale, eppure sufficientemente convincente e divertente. (altro…)
(Osmose Productions) Il 2025 segna trentun’anni di carriera per questa band che ruota ormai da anni attorno alla figura di Sulphur, voce e chitarra. Lui è l’anima di questo universo black-thrash metal che in “Demon Steel” si espone a livelli intensi. Gli Urn sono furiosi, ammantano di nero catrame ogni cosa ma suonando con quella veemenza a (altro…)
(Nine to Zero Productions) Terzo album per questa band tedesca capitanata dal mastermind Skadwaz, attiva da un decennio (tra l’altro i primi anni non aveva nemmeno un nome) e con all’attivo -questo compreso- tre album ed un EP. (altro…)

(Purity Through Fire) Quale migliore giorno, se non quello del santo natale (minuscolo), per pubblicare il secondo album dei perfidi inglesi Úlfarr? Che poi il clima natalizio porta il pensiero verso i regali, ed ecco che oltre agli otto capitoli del nuovo “Fornetes Folm”, la release contiene pure i tre brani dell’EP “His Crown Grows From His Skul”, qui sotto forma di bonus (o regalo, per l’appunto!). (altro…)

(House of Mythology) Che bestia strana che sono gli Ulver. Fuori da ogni regola, da ogni previsione, anche da ogni logica. Dalle origini black metal, poi attraverso l’elettronica avant-garde, fino al più recente synth-pop: loro se ne infischiano di quale sia il bacino di utenza… tanto è sempre e comunque musica oscura, a qualcuno piacerà, giusto? (altro…)

(Darkness Shall Rise) Saltano fuori dal nulla, sono al debutto… però -diavolo- date un’occhiata a chi suona in questa nuova band! Il progetto è condotto da Anders Odden (Cadaver, Order… e tanti altri, oltre ad essere stato live session per Satyricon e Celtic Frost), ma con lui c’è Frost (Satyricon, 1349) alla batteria, K.B. Fletcher dei Disgusting all’ottima chitarra solista e L.J. Balvaz (Balvaz, Cadaver, Disgusting) come vocalist e seconda chitarra. (altro…)

(AOP Records) Il terzo album dei tedeschi Uprising non prende prigionieri… ma maglio parlare al singolare visto che si tratta della dimensione artistica di W, il quale per l’occasione si fa aiutare alla batteria da Austin Lunn, mastermind dei Panopticon. (altro…)
(autoproduzione) Pubblicato il 6 giugno del 2022, “Il Culto Dell’Agonia” è un prodotto musicale devastante e con una propria imponente bellezza. L’opera è dei romani Ulfhednar che si sono mossi da soli per pubblicare l’album “Il Culto Dell’Agonia”, il quale da allora ad oggi sembra marchiato con la definizione di black metal. Non che i romani (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) “Retaliation” è l’esordio assoluto per gli Ulvehunger, i quali sono tutti musicisti non di primo pelo: Anders Odden dei Cadaver, Frost dei Satyricon, L.J. Balvaz proprio dei Balvaz e altre realtà, con esperienze proprio nei Cadaver, e infine K.B. Fletcher dei Disgusting. I quattro norvegesi imbastiscono un blackened death metal con momenti death/black and roll (altro…)
(Agoge Records) Udal Cuain sono Alessio Parretti, voce e tastiere ed ex Dark Age e Jaws Of Fate, Matteo Meucci, basso e chitarra ed ex Coram Lethe, nonché Luciano Romano, chitarrista con anche lui trascorsi nei Jaws Of Fate. La direzione presa (altro…)
(Darkness Shall Rise) Nihilits, Morbid e altre formazioni della prima ondata death metal svedese hanno dato origine o contribuito alla nascita di altre band e tra queste gli Unleashed. Il bassista e voce della band Johnny Hedlund, era infatti (altro…)
(Debemur Morti Productions) Nuova Zelanda, 2002, nascono gli Ulcerate e negli anni il nome ha preso piedi un po’ in tutto il mondo grazie al death metal proposto spesso in una maniera un po’ avant-garde, sopra le righe. Insomma, un death metal di ampio respiro e meno prevedibile del previsto. “Cutting the Throat of God” è (altro…)

(Avantgarde Music) Con il quarto album (qui il precedente) il duo canadese Ulvik innalza di molto il livello artistico, equilibrando in maniera sublime black, divagazioni atmosferiche e una favolosa dimensione neo folk. (altro…)
(Supernatural Cat Records / Neurot Recordings) Il trio italiano pubblica un nuovo album che consolida una reputazione andata oltre le Alpi. Poia, chitarra, Urlo, basso, e Vita, batteria, innalzano un nuovo monumento a questo ibrido tra doom, acid rock, psych-metal, noise. Idealmente questo album sembra diviso in due grossi (altro…)

(Overhead Productions/Nordic Mission) Riff possenti, ultra tecnici, una precisione sonora chirurgica per questo album quasi interamente strumentale. C’è un po’ del sound dei Meshuggah, c’è un’esuberanza melodica travolgente, c’è una potenza ritmica lacerante. Metal, prog, elettronica, jazz, con tutte le divagazioni del caso: per i norvegesi Uncanny non c’è limite, né stilistico né di aperture melodiche. (altro…)
(Ripcord Records e altre*) Gli Uragano di Sanremo hanno pubblicato in dieci anni diverse e per più etichette italiane e non, in gennaio hanno pubblicato, come da titolo, questo loro debut album in vinile e digitale che esprime perfettamente capacità e personalità, quanto foga e creatività. La band ligure si lancia in un post (altro…)
(Peaceville Records) C’è Thomas Eriksen dietro a questo progetto denominato Udåd, nel quale l’autore vuole ritornare alle radici primeve della sua band principale e (altro…)

(ATMF – De Tenebrarum Principio) Una entità diabolica al debutto… anche se il duo che sta dietro a questo progetto è tutt’altro che debuttante; gli Útgarðar sono infatti metà svedesi e metà americani, rispettivamente un crimine compiuto da Seiðr, ovvero Andreas Westholm (Blackest e Seid, ex Serpent Omega) e Niðafjöll, il bassista degli Uada. (altro…)
(Purity Through Fire) In attività da un paio di anni o poco più, gli Úlfarr pubblicano solo ora il primo album dopo una serie di demo, split, live e cose del genere. Inglesi e lo si avverte con “…Hie Dygel Lond” che segue l’intro omonima all’album. Infatti i (altro…)
(Supernatural Cat) Pubblicazione autunnale, per Halloween di preciso, visto che la data di pubblicazione di questo nuovo EP degli Ufomammut è il 31 di ottobre. Solo tre pezzi e due dei quali già ampiamente diffusi nelle settimane precedenti. La title track, “Supernova” e “Vibrhate”, con prima e terza (altro…)