KAL-EL – “Astral Voyager Vol. 2”
(Majestic Mountain Records / Blues Funeral Recordings) Il secondo viaggio dei Kal-El si celebra tra suoni pesanti, ritmi bassi ma marcati e quel senso di forza e decisione nei riff, i quali grondano doom e stoner. I norvegesi con questo nuovo album ribadiscono la propria abilità nello stare comodamente (altro…)
KRATEROS – “Lost In Translation” (EP)

(Inverse Records) Negli ultimi anni, il connubio tra due generi apparentemente distanti come thrash e prog è stato più volte sdoganato; basti pensare ai Dream Theater, i quali si divertono spesso e volentieri a citare in maniera per nulla velata i primi Metallica, con riff che rendono taluni brani decisamente heavy e accattivanti. (altro…)
KRÖWNN – “Santa Somnia”

(Subsound Records) Incalzante e irresistibile, il nuovo lavoro degli italiani KRÖWNN. Il disco è dichiaratamente ispirato al manga ‘Berserk’ di Kentaro Miura e ai videogiochi ‘Dark Souls’, ‘Bloodborne’ ed ‘Elden Ring’, convergendo in un viaggio tormentato tra sonno violato e innocenza disintegrata; videogiochi, manga o meno, questo sound è immensamente doom. (altro…)
KOLDBRANN / TILINTETGJORT – “Den Klandestine Kjerne / Eons in Oblivion” (Split)

(Dark Essence Records) Black celebrativo, puro black, black dalla Norvegia: due band, i Koldbrannn e i Tilintetgjort, entrambe con un brano inedito ed esclusivo. I primi propongono un’avvolgente e prepotente “Den Klandestine Kjerne”, canzone scritta per “Ingen Skånsel’”, una delle prime, poi non inclusa nella tracklist definitiva e conservata per altre occasioni… come questa. (altro…)
KANONENFIEBER – “Soldatenschicksale” (Compilation)

(Century Media Records) Non è un nuovo album, non è il successore di “Die Urkatastrophe”. Sembra una compilation, ma non lo è nemmeno. Forse un EP. Più o meno. Ci sono due nuovi brani e una nuova versione di altri. Ma è il significato di “Soldatenschicksale” che dovrebbe far aprire gli occhi, far riflettere sulle tematiche trattate da questa band tedesca, ovvero la prima guerra mondiale… una sola delle interminabili guerre che hanno segnato la storia dell’umanità. (altro…)
KARNIVOOL – “In Verses”

(InsideOut Music) Dopo oltre un decennio, per l’esattezza tredici anni, torna — quasi di sorpresa — il modern progressive degli australiani Karnivool. È il loro quarto lavoro, concepito dopo tanto tempo trascorsi a suonare ovunque, Download e Hellfest compresi, oltre che in studio (ben sette anni, a quanto sembra): “In Verses”, un disco intenso e brillante, anche se offre progressioni oscure; musicalmente complesso, contorto, ricco di dettagli: un lavoro subito coinvolgente, ma capace di regalare profonde emozioni a ogni successivo ascolto. (altro…)
KREATOR – ”Krushers Of The World”

(Nuclear Blast Records) Ho sempre avuto un legame speciale con i Kreator; “Coma Of Souls” è stato uno dei primi dischi ad introdurmi al thrash metal, mentre la VHS “Live In East Berlin” l’ho praticamente consumata, sognando di essere un giorno sotto il palco a vedere dal vivo la band di Essen, sogno che si è avverato nel 1997 a Pordenone, per quello che è stato il mio primo concerto in assoluto. Posso quindi affermare che il mio essere fan rasenta in questo caso l’idolatria, portandomi ad amare anche i dischi più controversi, come il coraggioso “Renewal” oppure gli oscuri “Outcast” e “Endorama”. (altro…)
KILL RITUAL – “In My Head”
(Massacre Records) I californiani Kill Ritual presentano un’efficace proposta di power thrash metal. Proprio dalla patria del genere, appunto la California, i Kill Ritual ritornano con il settimo album “In My Head”. Una buona prova che mette in casella una serie di pezzi tonici, ben costruiti, degnamente potenti e arcigni come il genere richiede. Vige un buon lavoro (altro…)
KALANDRA – “Mørketid” (EP)
(By Norse Music) La musica dei Kalandra non è mai banale, pur avendo diversi aspetti che la rendono di facile assimilazione. La band di Oslo assorbe la cultura musicale della propria terra e la convoglia in un flusso che altamente fruibile. L’EP “Mørketid”, offre uno spettro abbastanza completo su cosa i Kalandra possano fare. Posto che la voce di Katrine (altro…)
KUOLEMANKELLO – “Perkeet”

(Svart Records) Un debutto dalla variegata Finlandia! Death? Black? Giammai… il trio dietro a questo moniker punta diritto a frequenze heavy rock, un po’ punk… decisamente proto-metal. Una band nata dalla noia pandemica, affermando che — visto quanto breve può essere la vita (concetto annegato nell’etimologia del moniker stesso) — è meglio fondare una band oggi piuttosto che domani; pertanto, se possibile, meglio si tratti di una band rumorosa, potente, capace di scolpire riff efficaci, senza un vero piano, senza una vera direzione che non sia dettata dall’ispirazione del momento. (altro…)
KINGDOM – “Primeval Cult of Strength in the Womb of Suffer”
(Osmose Productions) Infernale e devastante “Primeval Cult of Strength in the Womb of Suffer”. Settima opera dei polacchi Kingdom, mostruosi e ormai rodati alfieri del death metal più spietato, spesso veloce, maleficamente brutale e inquietante. I Kingdom suonano in maniera sicura, tenendo alta questa atmosfera devastatrice, apocalittica esprimendo (altro…)
KITTIE – “Spit XXV” (EP)
(Sumerian Records) Le Kittie si formarono nel 1997, con l’ondata nu metal nel suo massimo splendore e dalla quale hanno attinto il loro essere. Mercedes Lander, batterista, e Fallon Bowman, chitarra, fondano la band alla quale poi si aggiunge la sorella di Mercedes, Morgan e la bassista Tanya Candler. Da allora però sono state poi le Lander a pilotare le sorti (altro…)
KAMRA – “Unending Confluence”

(Avantgarde Music) Giungono al secondo appuntamento gli sloveni Kamra, a tre anni da “Cerebral Alchemy”, regalandoci anche questa volta quaranta minuti di black metal senza tanti compromessi. (altro…)
KAMELOT – “Ascension (1995-1998)” (Raccolta)
(Noise Records) L’opera raccoglie per la prima volta insieme i primi tre album dei Kamelot e nella versione vinile colorati e CD: sono “Eternity” del 1995, “Dominion” del 1996 e “Siége Perilous” del 1998. Le tre versioni rimasterizzate, in più per “Siége Perilous” figurano tre versioni demo di “Kings Eyes” intitolata però “Look Through These Kings Eyes”, “Milllennium” (altro…)
KLAUS SCHULZE – “Bon Voyage – Live Audimax Hamburg 1981”
(SPV Recordings) Klaus Schulze tenne una tournée nel novembre del 1981 attraverso sei paesi e la cui conclusione si svolse all’Audimax di Amburgo. Al tour partecipava (altro…)
KLAUS SCHULZE – “101, Milky Way” (#memorabilia)
(SPV Recordings) Nel 2008 una compagnia di produzione tedesca di film e documentari, chiese a Klaus Schulze di creare della musica per un lavoro diretto da Alex Biedermann e intitolato “Haker”. Era un (altro…)
KILL EVERYTHING – “Headless Cum Dumpster”
(Comatose Music) Questi texani pubblicano per la seconda volta con la Comatose Music. “Headless Cum Dumpster” è il secondo album dei Kill Everything che producono una buona coesistenza tra schemi slam e brutal death metal. Il parco chitarre, nel (altro…)
KRYUHM – “Demoni”

(Black Widow Records) Sono lenti nella pubblicazione gli italiani Kryuhm. Esistono da quando? Dal ’99? Pause comprese? Una vita, una eternità… e questo “Demoni” è il solo secondo disco, successore di “Only in My Mind” del 2022. (altro…)
KALMEN – “Sombre Vaults”
(Ván Records) I Kalmen nel proprio black metal tracciano nell’atmosfera generale passaggi in stile doom con vaghi elementi post black metal. “Sombre Vaults” è una nera, nerissima notte di tumulto dell’anima, dove le cadenze ritmiche dei pezzi sono blast beat (altro…)
KATATONIA – “Nightmares as Extensions of the Waking State”

(Napalm Records) Si rinnova completamente la divisione delle sei corde per questo quattordicesimo album dei Katatonia, fermamente sotto il controllo dell’ormai unico leader Jonas Renkse, ormai senza più la presenza di Anders Nyström in line up fino all’EP “Lilac” uscito lo scorso aprile. (altro…)
KHÔRA – “Ananke”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) È affascinante il secondo album della band internazionale (di origine tedesca) Khôra, fondata e gestita da Ole (ex Autokrator, ex Lycanthropy, ecc). Un black che esce dai suoi confini, invadendo ambiti sia sinfonici che progressivi, il quale comunque non lascia spazio ad alcunché di prevedibile, rendendo l’intero disco tanto difficile da capire e assorbire quanto immediato da fruire. (altro…)
KICKIN VALENTINA – ”Raw Trax, B-Sides And Bootlegs”

(Mighty Music) Nelle note biografiche “Raw Trax, B-Sides And Bootlegs” viene definito come il quinto album degli statunitensi Kickin Valentina, ma in realtà ci troviamo davanti ad una sorta di maxi EP, visto che i brani inediti sono solo tre, mentre gli altri sono registrati dal vivo o in versione demo. (altro…)
KANONENFIEBER – “Live in Oberhausen” (Live)

(Century Media Records / Sony Music) Sono in circolazione da poco, da soli cinque anni, hanno pubblicato due album… ma giungono già al secondo disco dal vivo! (altro…)
KEXELÜR – “Epigrama de un Pasado Perdido”

(Sun and Moon Records) Debuttano i cileni Kexelür, concretizzando dopo alcuni demo la loro perversa visione sonora la quale converge dentro il turbinio di un black metal sperimentale, pregno di dissonanze, di caos, di labirinti sonori… ma anche di elementi folk, prog e jazz, fino a dettagli più vicini al psichedelico. (altro…)
KATI RÁN – “Lys” (Reissue)
(Svart Records) L’album in questione è stato pubblicato nel 2015 e vede una sua riproposizione da parte della Svart per il suo decennale. Kati Rán è una cantante, musicista e produttrice olandese da sempre impegnata in cose dark folk di taglio nordico impegnandosi a usare strumenti tradizionali, a fiato, a corda e percussivi. I suoi intrecci (altro…)
KARG – “Marodeur”
(AOP Records) I Karg nascono da ciò che era una one man band creata nel 2006. Oggi sono un collettivo ben rodato con diversi album pubblicati e un target musicale che vuole combinare l’atmospheric black metal con il post metal e tendenze punk nonché shoegaze. Prediligono composizioni (altro…)
KRYPTOPORTIKUS – “Dark Rainbow”
(Fastball Music) Chris Techritz e Franz Harde incidono questo loro primo album in studio, promuovendo un canovaccio musicale tendenzialmente progressive metal nel maniera di fondere più sfumature. Da ardite e prestanti esibizioni thrash metal, il duo tedesco si riversa anche in vena di esibire il doom metal e il più classico e canonico (altro…)
KOMATSU – “A Breakfast For Champions”
(Heavy Psych Sounds) È, purtroppo, solo la seconda volta che la redazione Metalhead.it si confronta con i Komatsu. “A New Horizon” è stato pubblicato nel 2018 e recensito QUI. Era il terzo album della band stoner-sludge olandese che tra l’altro vede nelle sue fila Jos Rosen, batterista dei vivaci ¡Pendejo!. (altro…)
KILDONAN – ”Embers”

(Caligari Records) Debut album per Kildonan, progetto dietro al quale si cela Hamish MacKintosh, già mente della one man band Vostok, di cui Kildonan ne rappresenta per certi versi la continuazione, perlomeno a livello di tematiche; (altro…)
KLOGR – “Fractured Realities Live 2024”
(Zeta Factory) Dopo quarantatré concerti in giro per l’Europa a supporto degli Evergrey e prima di andare in tour con Eleine prima e Katatonia dopo, i Klogr pubblicano un live album che riprende i pezzi dell’ultimo lavoro in studio pubblicato proprio nel 2024. I ‘Kay-Log-Are’, come si dovrebbe pronunciare il loro (altro…)
KHORS – “Letters to the Future Self”
(Drakkar Productions) Maestosi e creativi i Khors, valido esempio del black metal ucraino. Band nata da elementi di Astrofaes, Hate Forest, Nokturnal Mortum e altre band. Pur non essendo quelli della prima ondata della scena black metal del suddetto paese, si sono distinti per un’evoluzione stilistica che non sembra dissimile a certe cose (altro…)
KRYPTOGRAF – “Kryptonomicon”

(Apollon Records) L’omonimo debutto del 2020 fu un portento (recensione qui ), più che altro per la freschezza vintage che questa band di Bergen (Norvegia) è stata in grado di mettere in mostra. (altro…)
KILLSWITCH ENGAGE – “This Consequence”
(Metal Blade Records) Sei anni per un nuovo album. Dopo una pandemia, situazioni personali o della stessa band, ora “This Consequence” campeggia davanti a noi. I Killswitch Engage sono ben legati alle loro matrici di stile più note, fatte di una continuità con il proprio blasone e dunque del proprio sound. I KillS rispetto ad altre metalcore (altro…)
KILMARA – “Journey To The Sun”
(ROAR! – Rock Of Angels Records) Nati come una band di metal melodico, i Kilmara si sono diretti poi verso qualcosa di più ampio, forse anche a causa di qualche cambio di formazione, fino a portare l’intero retaggio melodico nell’attuale power metal. La genetica della band vede hard rock, AOR e melodic metal vede limare i canoni classici del (altro…)
(Antiq Label) La francese Antiq pubblica il secondo atto in studio dei Kõdu. Gli estoni sono stati recensiti