(Adirondack Black Mass) Si aspettava un nuovo album da qualche anno, quattro per la precisione, da parte dei celebri siciliani Malauriu. Dopo split ed EP, tutti deliziosi, gli isolani pubblicano il successore dell’omonimo album del 2022. Il quale è ‘solo’ il secondo in carriera. In circa trentaquattro minuti la band siciliana piazza il proprio black metal ruvido, spontaneo, incrostato di punk, Venom, i Darkthrone e un atteggiamento quasi alcolico, punk per la precisione, in certi passaggi. Tra l’altro la presenza di “Abuse Myself, I Wanna Die», una cover di GG Allin, si asseta bene nella nuova proposta della band. Il tasso punk nell’insieme di titolo è alto e in fin dei conti, conferendo a “The Third Nail” l’invito a ingurgitarlo con una poderosa sorsata. I Malauriu che negli anni hanno suonato con più soluzioni per caratterizzare il proprio black metal, con “The Third Nail” si rendono molto ‘sporchi’, ruvidi, massicci in certi passaggi e, per certe cadenze, spesso inclini ai Darkthrone. Il prodotto resta gradevole, piacevole ma non è affatto il lato migliore della band. Neppure quello peggiore, però “The Third Nail” svela le sue carte già dopo le prime “Empowerment Rites” oppure l’arrembante, energica e pregevole a suo modo “Hell Mouth”. Niente di prevedibile, ma un registro stilistico fissato dall’inizio. Sincero, spartano, diretto. Punk e black metal, mid tempo improvvisi, riff rocciosi e imperiosi, oltretutto anche con uno stile articolato in certe composizioni e tanto da non apparire essenziali al primo ascolto.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10




