(I, Voidhanger Records) Lo split “From The Waters Of Death” raccoglie quattro partecipanti, dei quali tre sono il frutto di altrettante one man band, mentre la restante è un duo. Con almeno due anni di lavorazione alle spalle, questo corposo split curato dalla I, Voidhanger Records racconta il mito mesopotamico di Gilgamesh, il poema epico più antico del mondo. Una narrazione che avviene con toni oscuri, drammatici e a tratti furiosi ma anche con fasi emotivamente contemplative.

Serpent Ascending, ovvero Jarno Nurmi (ex Dessecresy, Ominous e altri) presenta “Aruru Births the Lord of the Wilderness”, valida ed estrosa composizione di carattere blackened death metal con labili elementi doom e dense atmosfere, nelle quali si palesa l’elemento esoterico e rituale che è proprio dello stile di Serpent Ascending. Tutti questi stili e caratteristiche si avvertono grazie al fatto che il brano consta di circa quindici minuti di durata. Una sorta di suite del male dunque. Nurmi con questo progetto ha già pubblicato due album.

Ôros Kaù è il progetto di Czlt, ovvero Guillaume Cazalet, belga e parte di Neptunian Maximalism. Con “Into the Wailing Darkness They Fell, Where the Mouth of Fire Awaits” si assiste al black metal oscuro, abissale e fonte dell’inferno. Un’aura malsana e demoniaca si avverte in questo pezzo che alterna fasi nervose a momenti dal ritmo blando, ma con il tutto avvolto dal caos. Anche Ôros Kaù ha pubblicato due album.

Il duo Alice e Richard Corvinus di Birmingham è noto come Swords Of Dis  sono una pregevole espressione del black metal che implementa trame melodiche e di stile popolari, doom e con evidenti influenze esoteriche tra i testi e le atmosfere. Il black metal della coppia è un turbinio esoterico, quasi come un’evocazione perenne e forsennata, con punte alla Mayhem di qualche anno fa e Behemoth. Swords OF Dis offrono due pezzi allo split, “From Egalmah They Rode Toward the Howling Cedars Where the Blood of Beasts Is Spilled and the Silence of a Scorned God Cracks the Earth” e “Blood Stains the Altar of the Sun and In Ishtar’s Mourning the Feral Lord of Desolation Awaits the House of Dust”. Di oltre ventuno minuti di durata la prima composizione e circa diciannove la seconda, in buona sostanza i Corvinus presentano un intero album. Alice si lancia in un cantato che va dal pulito con intonazioni mediorientali e fino allo scream. Diversi sono i momenti nei quali al black metal, si alternano atmosfere antiche, pagane, esotiche, misteriose o anche marziali. In definitiva è musica eccellente quanto inebriante per le sue evoluzioni! Dis Pater è Midnight Odyssey, il multistrumentista australiano è già autore di diversi album e con “From the Setting of the Sun and Through the Waters of Death, the Faraway, Uta-Napishtim, Lies Hidden” espone il suo ambient-atmospheric black metal dai toni un po’ apocalittici, anche sinfonici e in definitiva stranianti, sviluppati attraverso circa venti minuti di durata della propria composizione.

“From The Waters Of Death” porta in dote oltre un’ora e venti minuti di black metal nelle sue sfumature e alterazioni, dettate da principi esoterici, mitologici e pagani. All’etichetta il merito di avere curato un’edizione che offre una buona coesione tra le composizioni dei diversi autori, con la conseguente percezione di assistere a un coeso e unico album.

(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10