(Prophecy Productions) Atavica band proveniente da Arkhangelsk, città russa sul Mar Bianco posizionata di fronte alla penisola di Kola e dunque prossima al Circolo Polare Artico. Moon Far Away si dimostrano abili sperimentatori, capaci nel muoversi tra l’avant-garde, il neo-folk, dark wave, gothic e atmosfere rituali. Il nuovo album “Acou” raccoglie queste direzioni musicali e le forgia con maestria, creando delle atmosfere sospese tra sogno e liturgie, come nella title track,. “Acou” unisce classicismo ed eleganza, attingendo da un retaggio popolare ben delineato sia nei testi che nelle partiture. “Acou” è un paesaggio sonoro in cui si intravedono bastioni armoniosi, distese emotive, colori cangianti. La band attraversa diverse fasi: crea melodie con strumenti a fiato o delinea linee melodiche con strumenti canonici, intrecciando armoniose voci femminili a cupe voci maschili. All’album hanno partecipato i quattro membri della band e altri nove musicisti e cantanti, tre uomini e sei donne in tutto. I Moon Far Away tessono melodie semplici, a tratti reiterate, attraverso una raffinata combinazione tra ritmo e variazioni tematiche, come nella misteriosa e soave “Soulofkey”. I passaggi più stranianti come “Steel Light Love” e “17 Years”, virano verso il dark wave e il neo-folk e sono frazioni di un’opera in cui l’oscurità del genere si intreccia con la tradizione popolare. I momenti ambient, come “Tourquoise” o “Acou Coda”, sono ponti emotivi tra le diverse fasi di un album in cui si avverte il senso di una fine imminente e la successiva espansione di una catarsi inattesa.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




