I Gorgoroth sono un casino. Membri che vengono, membri che vanno. Membri temporanei, solo per i live, solo per i dischi. Infernus è l’unico che sembra essere elemento costante… anche se, a un certo punto, pure lui fu cacciato dalla band, dando luogo a una battaglia legale. Dopotutto, pochi di quelli che sono passati per le fila della band sono estranei ai tribunali: processi per violenza, incendi, rapimento, tortura… probabilmente tutto in nome del maligno, al quale hanno sempre inneggiato con le loro canzoni… nonostante i testi non siano mai stati ufficialmente (e legalmente) divulgati.
Negli ultimi anni sul palco c’era l’imperscrutabile e misterioso Infernus, vari altri membri (che, con il face painting, a volte non sono riconoscibili) e l’instancabile Hoest dei Taake come frontman. Tanto che sabato 28 marzo, al Revolver, pensavo proprio di rivedere il ‘buon’ Ørjan Stedjeberg… e invece no! Questa volta c’era proprio Atterigner, quello che apparentemente (avverbio obbligatorio con questi tizi) è il vocalist ufficiale da oltre un decennio, accreditato come voce sull’ultimo “Instinctus Bestialis”, uscito nel 2015.
Ma era proprio Atterigner? E al basso chi c’era? A me non sembrava né Ares né Guh.Lu… forse Sture Woldmo? E all’altra chitarra? E alla batteria? Mi arrendo.
Poi, cos’è questa loro moda di fare i tour del compleanno? Un anniversario lo celebri a ogni decennio; se proprio vuoi esagerare, ogni lustro. Ma il 34° che roba è? Non dimentichiamo che l’anno scorso fecero pure il tour del 33°… con la stessa identica locandina di quest’anno. Il tutto mentre stanno finendo di produrre un live, registrato proprio l’anno scorso a Verona… con, ovviamente, Hoest alla voce.
Un vero casino. Caos totale.
Però non puoi non andare a vedere i Gorgoroth. Non puoi mancare. È un rituale obbligatorio… cosa che, evidentemente, hanno pensato tutti gli altri numerosi avventori della serata, visto che il locale era meravigliosamente pieno!
Coloro che non sono venuti al concerto, probabilmente, soffriranno pene indicibili. Eventi nefasti oscureranno la loro esistenza… e sicuramente avranno avuto dei lugubri presagi nei giorni precedenti! Cosa che è successa pure al sottoscritto, nonostante la devozione per la band norvegese.
Vedete, Vivo in una zona collinare: roba che, se fossimo in Norvegia, sarei circondato da troll e loschi figuri con face painting e gambe a posa da granchio; bene… esco di casa per prendere l’auto e andare al concerto e cosa mi trovo davanti? Una capra! L’animale era evidentemente scappato da un vicino recinto, ma perché ha deciso di installarsi proprio dove parcheggio la mia auto? Proprio la sera dei Gorgoroth? Non penso sia una semplice coincidenza! (Nota per gli animalisti: no, nessuno sgozzamento, nessun sacrificio… il proprietario è venuto a riprendersela il giorno dopo… mentre, al mio rientro a notte fonda, mi sono permesso di anticipare alla ‘bestia’ quanto avrei scritto nel report che state leggendo… era ancora li, diabolicamente paziente).
Il concerto dei Gorgoroth? Luci rosse. Fumo. Violenza inaudita. Fotografi felici. Band carica, Infernus… infernale. Serve altro?
Prima di loro, i favolosi svedesi Lömsk: a livello di coinvolgimento e immagine, forse la band più affascinante della serata. Con quelle maschere antigas di stampo black-bellico apparivano semplicemente favolosi.
Poi gli svizzeri Tyrmfar, i quali hanno cambiato quasi tutta la line-up rispetto a quando li vedemmo nella stessa location tre anni fa… senza tuttavia intaccare il livello di violenza del loro show.
E poi gli italiani Patristic, sempre più tecnici, sempre più contorti, sempre più geniali.
Che serata. Musica aggressiva e bar in funzione senza sosta.
Però quei presagi. Quella capra. Inizio a pensare che seguire o non seguire… vedere o non vedere i Gorgoroth, possa davvero segnare il destino dei mortali, di VOI mortali.
E voi che non c’eravate? Tutto ok? Parlatemi delle psicosi che, tutto a un tratto, vi affliggono; illustratemi tutto l’orrore da qualche giorno tormenta inspiegabilmente le vostre menti, i vostri cuori e quel che rimane delle vostre anime.
(Luca Zakk)































