Gli AMON AMARTH annunciano “The Allfather Awakens”, un capolavoro di dieci brani che consolida ulteriormente l’eredità dei riff spettacolari e indimenticabili e dell’incrollabile potenza melodica di questo colosso del metal svedese. “The Allfather Awakens” uscirà il 2 ottobre per Metal Blade Records.
Per gli Amon Amarth, un nuovo album segna l’inizio di un nuovo mondo. Come nei dischi precedenti, Odino, il ‘padre di tutti’ della mitologia norrena, divinità della guerra, della saggezza, della morte, della magia e della poesia, è il filo conduttore dei testi e della grafica degli Amon Amarth. Ancora una volta, Odino è la fonte di ispirazione della band, ma “The Allfather Awakens” non è un concept album, bensì una raccolta di racconti epici di ispirazione storica incentrati sul conflitto e sul sacrificio per un bene superiore.
Dopo l’uscita di “Upphaf”, la prima incursione acustica in assoluto degli Amon Amarth, la band svela il brano di apertura di *The Allfather Awakens* e l’epica storia di “Gjallarhorn”. Mentre la versione essenziale di “Upphaf” trasmetteva la solennità di una storia tramandata oralmente, sussurrata all’ombra dell’Allfather, “Gjallarhorn” si presenta come un furioso classico degli Amon Amarth. Il riff di chitarra trascinante e vivace di “Gjallarhorn” e il ritornello accattivante e dal ritmo serrato si fondono con alcune sorprese che ne garantiscono il successo come futuro cavallo di battaglia dal vivo.
Per ottenere una saggezza al di là della comprensione umana, Odino compì il sacrificio estremo: si cavò un occhio e lo gettò nel Pozzo della Saggezza, Mímisbrunnr, in cambio di una visione cosmica e di una preveggenza che avrebbero plasmato il destino sia degli dei che degli uomini. Ora, gli Amon Amarth riportano in vita quell’antico giudizio con “Gjallarhorn” – e stanno estendendo l’offerta di Odino a voi. Coloro che hanno ricevuto l’occhio sanno cosa bisogna fare. Coloro che non l’hanno ricevuto: cercatelo. Sacrificate la vostra vista. Acquisite la vostra lungimiranza.
Il video di “Gjallarhorn”:
La copertina e la tracklist del nuovo disco:

1. Gjallarhorn 05:14
2. Eight Legs of Thunder 04:20
3. Kvasir’s Blood 04:26
4. We Rule the Waves 03:50
5. Upphaf 04:32
6. Die with a War Cry 03:29
7. Raven God 04:30
8. The Allfather Awakes 04:36
9. Oden’s Hunt 04:23
10. Ascending like an Eagle 06:44
Gli Amon Amarth hanno adottato un nuovo approccio compositivo per “The Allfather Awakens”, il tredicesimo album della band dal 1998, anno di pubblicazione di *Once Sent from the Golden Hall*. L’album ha preso forma nel corso di due sessioni di registrazione, a distanza di mesi l’una dall’altra, presso lo studio del produttore Jacob Hansen in Danimarca. Gli Amon Amarth hanno iniziato a scrivere i brani durante il tour, anziché aspettare di tornare a casa. La prima sessione si è svolta nella primavera del 2025; la registrazione finale è stata completata nel marzo del 2026. Il processo di composizione e registrazione ha permesso ai musicisti di concentrarsi intensamente su ogni singolo brano, dando vita a un album in cui ogni canzone è stata trattata come un singolo. “Abbiamo lavorato su una canzone alla volta, cercando di renderla il più possibile perfetta», afferma il chitarrista Olavi Mikkonen. «Poi abbiamo registrato una canzone alla volta fino a quando ogni traccia non era completamente finita – batteria, chitarre e voce. Solo allora siamo passati a quella successiva”.
Per quanto riguarda le chitarre, gli Amon Amarth hanno optato per un approccio sonoro leggermente meno moderno, abbandonando gli amplificatori 5150 per tornare ai Marshall.
La musica viene scritta prima dei testi e spesso definisce il tono delle parole. Il brano che ha ispirato il titolo dell’album, “The Allfather Awakes”, è stato l’ultimo ad essere scritto per l’album. Con Oden nei panni dell’“Allfather” del titolo, non mancano certo le influenze storiche in brani come “Eight Legs of Thunder”, “Kvasir’s Blood” e “Die With a War Cry”, con il grido di battaglia brutalmente bello dei testi: “Di fronte alla distruzione / All’annientamento / Padroneggia i tuoi pensieri e la tua mente”.
La copertina di *The Allfather Awakens* è un potente ritratto di Odino realizzato da Tom Thiel.

Line up:
Johan Hegg – Vocals
Olavi Mikkonen – Guitar
Johan Söderberg – Guitar
Ted Lundström – Bass
Jocke Wallgren – Drums




