La band statunitense di brutal death metal EMBRYONIC AUTOPSY torna con il suo attesissimo nuovo album “Rise Of The Mutated”, in uscita il 5 giugno 2026 per Massacre Records.

Capitolo conclusivo della trilogia concettuale della band, l’album completa una trama iniziata con “Prophecies Of The Conjoined” (2022) e proseguita con “Origins Of The Deformed” (2024), ampliando la narrazione sull’intervento alieno, la manipolazione genetica e l’ascesa di forme di vita ibride che rivendicano il proprio dominio.

Con “Rise Of The Mutated”, gli EMBRYONIC AUTOPSY portano la loro visione alla sua forma più estrema e pienamente realizzata. Musicalmente, l’album offre un assalto inarrestabile di brutal death metal old school, combinando velocità fulminea, groove schiaccianti e intensità senza compromessi con l’energia grezza e viscerale che ha definito il genere nel suo apice dei primi anni ’90. Allo stesso tempo, la band affina il proprio approccio alla composizione, creando un disco che è al tempo stesso selvaggio e coeso, bilanciando caos e precisione con un effetto devastante.

Guidata dal nucleo creativo del cantante Tim King (SOiL, Oppressor) e del chitarrista Scott Roberts (ex-Otep), la band trasforma ancora una volta il proprio fascino comune per la mitologia extraterrestre in un’esperienza sonora grottesca e cinematografica. Dal punto di vista dei testi, l’album approfondisce i temi della mutazione, dell’ibridazione e dell’orrore biologico, dipingendo una visione inquietante ma avvincente di un mondo sopraffatto dalla propria evoluzione corrotta.

L’album presenta anche una serie di ospiti di alto profilo, rafforzando il suo legame con l’eredità del death metal. Il leggendario chitarrista James Murphy (Death, Obituary) torna con diverse performance da solista, insieme a Terrance Hobbs dei Suffocation, aggiungendo ulteriore peso e autenticità a un disco già devastante.

Prodotto e mixato da Scott Roberts e masterizzato da Ulrich Wild (Pantera, Dethklok) ai Wilderness Studios, “Rise Of The Mutated” offre una produzione potente e organica che cattura sia la brutalità che la chiarezza essenziali al suono della band. Il risultato è un album che sembra ugualmente radicato nella tradizione e guidato da un taglio moderno e senza compromessi.

La copertina dell’album:

 

Line up:

Tim King – vocals

Scott Roberts – guitars

Kenxi Dupey – bass

Marco Fimbres – drums