I GREEN ROSE presentano “Saints of My Soul”, un brano che prende posizione e la mantiene, senza cercare compromessi. Al suo interno scorre una dichiarazione identitaria netta, costruita attorno a chi resta ai margini, a chi non si riconosce nelle regole condivise e trova altrove un punto fermo. Le parole danno voce a chi esiste proprio nel rifiuto dell’omologazione.

Gli outsider diventano il centro del racconto, a partire dalla band, che racconta sé stessa, fino alla dimensione collettiva di chi si riconosce nella stessa sensazione. L’unità nasce lì: nello stare insieme senza uniformarsi, nel condividere uno spazio che non chiede approvazione. “Saints of My Soul” diventa così la rappresentazione di qualcosa che non ha bisogno di essere validato dall’esterno per esistere, ma che, al contrario, vuole abbattere le barriere in favore dell’autenticità. La ribellione non coincide con il singolo gesto eclatante, ma con un’identità che, senza bisogno di spiegazioni, resta coerente e fedele a sé stessa. Sul piano sonoro, la band si muove entro coordinate hard ’n’ heavy dall’impronta ottantiana: le chitarre costruiscono una struttura solida, sostenuta da una sezione ritmica compatta, mentre l’insieme mantiene una direzione chiara, senza dispersioni.

Questa è “Saints of my Soul”:

Nati a Sistiana, vicino Trieste, i Green Rose prendono forma nel 2022 dall’incontro tra Crash e Anton, un’intesa immediata che si traduce in un percorso condiviso. L’anno successivo l’ingresso di Enry completa la formazione, portando il progetto a una definizione più stabile. Nel 2024 il lavoro si concentra sulla costruzione di un’identità precisa e sulla dimensione live. Il 2025 segna un passaggio rilevante con la vittoria di un contest a Trieste e il terzo posto al Veneto Rock Contest nella giuria popolare.

Nello stesso periodo la band entra in studio per registrare il primo album. Dopo l’uscita di “Rebels” a febbraio 2026, “Saints of My Soul” prosegue questo percorso, fissando un punto chiaro nella direzione intrapresa.