Oggi, la Werewolf Records annuncia il 13 novembre come data di uscita internazionale dell’attesissimo ottavo album dei SATANIC WARMASTER, “Drachenkreuz”, nei formati CD, vinile e cassetta.
I Satanic Warmaster non hanno bisogno di presentazioni. Sin dalla fondazione della band nel 1998, il leader Werwolf ha alimentato in modo prolifico – e provocatorio – fiamme che si rifiutano di spegnersi. Artista totalmente indipendente sotto ogni aspetto, i Satanic Warmaster hanno venduto centinaia di migliaia di album a livello internazionale e calcato palchi in tutto il mondo, da nord a sud e da est a ovest. Il black metal della band è devotamente tradizionale ma eternamente fecondo, ergendosi a monumento incrollabile delle fondamenta più pure e fiere di questo genere. Di conseguenza, i Satanic Warmaster sono odiati e amati con pari intensità, mentre i detrattori non fanno altro che alimentare quel fuoco con falsità e grossolani pregiudizi. Non esistono vie di mezzo: nessuna scusa, nessuna resa.
Come è stato saggiamente cantato in passato, in tempi di conflitto, i Satanic Warmaster fanno ritorno. Ecco dunque “Drachenkreuz*” l’ottavo album della band pubblicato finora. Se “Exultation of Cruelty” (2024) rappresentava un tentativo deliberato di tornare a sonorità più datate e primitive, “Drachenkreuz” si configura quasi come un album complementare al maestoso “Aamongandr” del 2022. Di fatto, le basi di “Drachenkreuz” furono registrate durante le sessioni di “Aamongandr” — con l’intento iniziale di realizzare due album simultaneamente — ma Werwolf ha completato “Drachenkreuz” in un secondo momento e adottando un approccio diverso. Intendiamoci: *Drachenkreuz* è inconfondibilmente un disco dei Satanic Warmaster — caratterizzato da quella melodia tipica della seconda ondata black metal, intrisa di tragedia e trionfo, antagonismo e aristocrazia — ma la sua struttura compositiva, altrettanto variegata, evoca orizzonti espressivi ben più ampi di quanto solitamente consentito da parametri stilistici rigorosi. Ne scaturisce un panorama magnifico che spazia dal “Norsecore” paradigmatico al proto-bestial black metal, toccando diverse sfumature intermedie: un risultato, in effetti, non dissimile dal classico moderno *Carelian Satanist Madness*, ma con uno spettro sonoro ancora più vasto.
Il fatto che il soundscape dei “Drachenkreuz” mantenga un’autentica atmosfera “dungeon” pur rimanendo ricco di dettagli e quasi scintillante sottolinea la magia alchemica che questo disco possiede in modo unico. Man mano che l’album procede da un brano all’altro – ognuno distinto dal precedente – prende forma un vero e proprio universo narrativo: si pensi a “Nosferatu’s Land”, con Werwolf che osserva il paesaggio, putrido eppure regale, dall’alto della torre più elevata. Si notino gli eroici assoli di chitarra nell’introduttiva “Rex Typhonis” e nella mastodontica title track “The Dragon’s Cross”, così come i cori bellicosi nella barbara accoppiata formata da “Infernal Armageddon” e “Christrape”: fili di esperienze diverse vengono qui intrecciati grazie a quella stessa alchimia. Che soffino i “Winds of Eternal War”!
Ecco un’anticipazione di quel ci aspetta:
Copertina di Jarkko Koponen e tracklist di “Drachenkreuz” (preordini QUI):

1. Rex Typhonis
2. Nosferatu’s Land
3. Battlewolves
4. Holocaust in Medieval Darkness
5. Infernal Armageddon
6. Christrape
7. The Dragon’s Cross
8. Winds of Eternal War






