I THIEF presentano l’inquietante video musicale “Moon and Kill”. Il brano è anche il primo singolo estratto dal prossimo album “Sermons from the Pit” di questi pionieri della musica elettronica dark. L’uscita del quinto album della band di Los Angeles è prevista per il 27 novembre 2026 via Prophecy Productions.

“Questo è il secondo strato della fossa”, afferma il leader Dylan Neal, stabilendo un collegamento tra il titolo dell’album e la tracklist. “La sua voce oscilla tra vittima e carnefice e la sua tecnica è la pistola, la lama e l’asfissia. Quando l’amore e la fiducia crollano, cosa rimane? La stessa rabbia e incredulità provata sia dai santi che dagli assassini. Senza la storia, c’è solo l’argilla di questa fossa con cui dobbiamo plasmare: un’arma o il perdono.”

Questa è “Moon and Kill” (Filming, editing & VFX by Dylan Neal):

Copertina e tracklist:

1. Violent Bloom

2. Moon and Kill

3. Axe Swung Ritual

4. Mirror Mirror

5. Sun Slasher

6. Year of the Leech

7. Sermons from the Pit

8. Comet Sorcery

9. Poison Drum

10. Anaphora

11. Closing Scene

Ai numerosi fan sfegatati dei THIEF, che hanno atteso con il fiato sospeso, “Sermons from the Pit” risulterà immediatamente familiare. Allo stesso tempo, il leader Dylan Neal esplora ancora una volta nuove ed emozionanti dimensioni del suo sound unico.

Sebbene questa uscita sia ricca di complessità diaboliche, strati di dettagli e piena di colpi di scena sorprendenti, il quinto album degli sperimentatori elettronici di Los Angeles è straordinariamente accessibile e offre un’esperienza di ascolto apparentemente semplice a livello sonoro.

Mentre il semi-concettuale “Bleed, Memory” (2024) esplorava la memoria e la sua erosione attraverso la lente profondamente personale di chi assiste alla progressiva demenza di una persona cara, “Sermons from the Pit” si rivolge verso l’interno, scendendo attraverso gli strati della coscienza per confrontarsi con la rabbia, il dolore, il nichilismo e, in ultima analisi, la possibilità dell’empatia e del lasciar andare. I THIEF si sono concentrati sulla creazione di brani straordinari. Ciò non significa un ascolto facile né la dolce appiccicosità delle bolle infuse di pop. “Sermons from the Pit” è senza dubbio l’opera d’arte più cupa e carica di emozioni dei THIEF fino ad oggi.

Plasmato da un periodo difficile caratterizzato da problemi personali e dolore per Dylan Neal, questo album ruota attorno a temi quali il crollo, la fede, la sofferenza, l’identità, la violenza e il rinnovamento. Il suo principio guida è l’idea di una discesa inarrestabile in un abisso attraverso strati consecutivi e sempre più intensi di coscienza che sfiorano la rabbia, il lutto, la disillusione, la violenza, l’interrogativo spirituale e, infine, la liberazione derivante dal lasciarsi andare.

“Sermons from the Pit” amplia il panorama sonoro elettronico con una produzione pesante e distorta, un’atmosfera trip-hop, pattern jungle drum’n’bass, trame industrial, campioni di cori glitchati e, a tratti, quella che Dylan Neal ama definire una «corrente sotterranea di black metal decostruito». Ha nuovamente utilizzato il “cathedral clipping” come elemento chiave della produzione, ovvero distorsione estrema, clipping, riverbero, feedback e suoni di cori sintetizzati distorti che creano un’atmosfera cavernosa, sacra, ma al tempo stesso danneggiata.

Il suo approccio unico, che fonde elementi musicali provenienti dall’ambient, dall’industrial, dalla musica corale, dal black metal e dal trip-hop, tra le altre influenze, in una nuova esperienza sonora, ha da tempo garantito a THIEF uno status di culto tra gli addetti ai lavori. Sebbene il progetto in studio operi ancora oggi rigorosamente in solitaria, esiste anche in un’altra incarnazione come entità dal vivo con una band vera e propria.

Prima di suscitare grande scalpore tra gli intenditori di musica innovativa e affascinante con i THIEF, Dylan Neal suonava il dulcimer a martelli nel gruppo black metal sperimentale BOTANIST, con sede a San Francisco, al quale continua a collaborare anche dopo essersi separato amichevolmente dalla band.

Desideroso di esplorare nuove dimensioni sonore, Neal ha composto e pubblicato “Thieves Hymn in D Minor” (2016), “Map of Lost Keys” (2019) e “The 16 Deaths of My Master” (2021) sotto l’etichetta THIEF. La sua musica trae ispirazione da gruppi innovativi come PORTISHEAD e ULVER. I critici hanno inoltre individuato tracce di TOOL, NINE INCH NAILS e TEARS FOR FEARS nel sound dei THIEF.

Dylan Neal ha registrato e mixato ancora una volta personalmente il proprio album. John Greenham, tre volte vincitore del Grammy Award (THE LOCUSTS, KATY PERRY, DEATH GRIPS, BILLIE EILISH e altri), ha nuovamente accettato di contribuire con le sue eccezionali competenze di masterizzazione.

Con “Sermons from the Pit”, i THIEF accompagnano il loro pubblico in un viaggio verso il basso, nelle profondità di un intenso dolore emotivo, che si rivela pieno di bellezza inaspettata e meraviglie sonore. E alla fine di questa oscurità musicale si profila la promessa di una liberazione piena di speranza.

Line-up

Dylan Neal – vocals, guitar, bass, synth, modular synth, drums, samples

Live line-up

Dylan Neal – vocals, keys, samples, drums
Robert Chaing – drums
Chris Hackman – bass