(Purity Through Fire) L’etichetta tedesca Purity Through Fire pubblica il secondo album della black metal band A.H.P. un progetto nato in Polonia e poi spostatosi a Bergen in Norvegia. Il primo album è di dieci anni fa, QUI recensito il successivo EP, e ora Gulnar, mastermind del progetto, è affiancato da Aragog, cantante e bassista, e da due ospiti alla voce in un paio di brani: Onielar dei devastanti Darkened Nocturn Slaughtercult e Joanna Jaromira Kaim dei Trucizna, nonché valida pittrice e disegnatrice. “Alltid Imot Deg” è il black metal oscuro e malevolo, nello stile della seconda metà degli anni ’90, suonato però con decisione e principalmente con ampie velocità, tessendo atmosfere tipicamente oscure e maligne dalle fattezze comunque arcaiche. Non è difficile udire trame che ricordino i Mayhem per esempio, però A.H.P. riescono a connotare magistralmente la propria impronta sonora e fare del black metal un atto personale. Le chitarre producono melodie ampiamente vivaci e nella stessa composizione è possibile udire più variazioni e arrangiamenti di buon grado. Il tutto però è fissato in una modalità ruvida, senza compromessi e abbellimenti. “In Endless Disgust” per esempio si assiste a un arrangiamento curato e con repentine variazioni e articolazioni del passo, in un brano che parte in mid tempo e verso la sua fine esprime scatti folli. Si distingue anche la conclusiva title track, con Joanna alla voce, mentre Onielar è presente in “Lust for Murder”, una composizione che ha toni quasi avantgarde rispetto a tutto il resto. I brani che compongono “Alltid Imot Deg” sono cinque in totale e rappresentano tutti una buona interpretazione del black metal, puro e ‘norvegese’!
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




