(Terror from Hell Records) Lo so. Questo album è uscito due anni fa. Ma io non lo sapevo. Anzi, ero solo vagamente al corrente dell’esistenza di questa band italiana, che tuttavia è in circolazione da metà anni ’90. Ecco cosa è successo: al mitico Circolo Colony di Brescia c’è una serata doom di quelle toste, ed io vengo invitato dal drummer dei Dark End (tra parentesi, fate attenzione a cosa quest’altra band italiana sta per pubblicare… il prossimo lavoro -del quale ho ascoltato qualcosa ‘raw’- è pazzesco… e vanta guests immensi della scena black) il quale sarebbe stato da quelle parti per una collaborazione con gli Esoteric, headliners della serata, preceduti da Abysmal Grief, Fuoco Fatuo e Assumption. Versione breve: gli Abysmal Grief mi esaltano, un concerto pazzesco (tra l’altro registrato per il futuro live album!) ed io me ne torno a casa con un succulento vinile, che ormai ho già consumato. Quello che ho visto su quel palco è una band immensa, sia musicalmente che a livello di immagine! Davanti ad un batterista, Lord of Fog, che scandisce una rituale e dissacrante marcia funebre, vedo un bassista avvolto nel fumo, Lord Alastair, senza faccia, senza esistenza materiale… tuttavia immenso sul palco. Un chitarrista, Regen Graves, fantastico, con uno stile musicale stupendamente tradizionale, dannatamente doom filone italiano. E Labes C. Necrothytus, il front man e tastierista (organista?) capace di dare vita ai riff della band, trasformando il risultato in una infernale liturgia, una costante colonna sonora che inneggia alla morte e alla sua perversa bellezza. La sua voce… mi ha impressionato! Un growl possente con una componente teatrale e mistica attraente, ipnotica, sublimemente brutale, capace di cambiare dal clean oscuro al growl feroce in qualsiasi momento, obbedendo ad ordini provenienti dagli inferi. La performance è stata perfetta e sul vinile che sto ascoltando trovo energia, grinta, magia, occulto, melodia… un concetto musicale che sembra voler essere uno scherno verso la vita terrena perpetrato dalla signora oscura. Decadente, contortamente doom la opener “Lords Of The Funerals”, dove Labes risulta lacerante, malvagio, immorale e divinamente sadico, mentre la canzone spazia da un concetto liturgico fino ad un riffing poderoso perfidamente metallico. “Hidden In The Graveyard” è più energetica, più travolgente, ma anche più teatrale, con quell’immondo organo che sconvolge la mente, confonde i pensieri, fa sanguinare le ferite, desiderare la morte. “Sinister Gleams” è la canzone che vale l’acquisto del disco, della discografia intera e pure l’ingresso a qualsiasi show di questa band: un riff magnetico ed una melodia di tastiera che è la sintesi della paura, dell’orrore, del macabro esaltando quello io penso sia un fantastico stile italiano per queste arti (cinema… musica…). Molto più in vista la componente doom metal su “The Gaze Of The Owl” mentre la conclusiva “Her Scythe” con la sua dolorosa lentezza esalta la privazione di luce, inneggia la morte, la resurrezione, il rituale definitivo. Dopo averli visti dal vivo, dopo aver monopolizzato il piatto del giradischi con solo questo vinile mi rendo conto della grandezza di questa band e della grandezza del metallo italiano troppo spesso svalutato, ingiustamente non famoso, additato, accusato, relegato ad un underground provinciale, corrotto e senza speranza. “Feretri” è la prova della creatività della nostra terra, ed è anche l’album che dovrebbe collocare gli Abysmal Grief in un definitivo olimpo infernale, popolato dai grandi nomi del metallo internazionale. Perché “Feretri” è senza alcun dubbio una immensa opera d’arte.

(Luca Zakk) Voto: 9,5/10

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