(Masked Dead Records / Sulphur Music) Il black metal giunto in Italia, ha poi partorito diversi figli e tra questi negli anni ’90, c’erano i piemontesi Adversam. L’album “Animadverte” venne pubblicato nel 1999 dalla Scarlet Records e con “Proclama” nel 2008 e “Insight” nel 2015, oltre a un demo del 1997, costituivano a oggi la discografia degli Adversam. “Daimon” esce undici anni dopo e certamente già dal titolo lascia ben sperare sul fatto che la band abbia nel sangue ancora uno spirito esoterico-filosofico e connaturato ad atmosfere misantrope e glaciali. “Daimon” presenta una produzione che livella i suoni, mettendo ordine tra gli strumenti, eliminando così aspetti ruvidi nel suonare. Gli Adversam scelgono la velocità, lo spingersi oltre, essere propulsivi e a volte anche frenetici e tirano gli strumenti al limite. Un suonare concettualmente non diverso dai Marduk di qualche anno fa, cioè di andare appunto a fondo e devastare tutto. Lo stile della black metal band è comunque spogliato da pesanti influenze e già dopo i primi due o tre brani dell’album, si entra nell’anima di queste composizioni che presentano dei punti cardine: un nichilismo sonoro alimentato da blast-beat di natura Dark Funeral e melodie imperiose, con continui scivolamenti verso atmosfere epiche e antiche, con contributi di sintetizzatori che operano come sfondo. Sporadici ma ben fatti i rallentamenti, servono a presentare ulteriori idee e scenari melodici improvvisi. Melodicamente attraente, ritmicamente ossessivo, “Daimon” lascia un senso di compiuto al suo ascolto perché è l’ennesimo buon album di una band che non ne ha mai sbagliato uno.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




