(Napalm Records) Heavy, diretto, intenso, caldo. E pure registrato in maniera sublime, con linee di basso poderose, una chitarra cristallina e la voce di Myles Kennedy che travolge con infinita potenza. È questo l’ottavo disco del super-gruppo di Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips, un disco omonimo subito avvincente: “Silent Divide” è aggressiva, è potente, è irresistibile. “Rue The Day” la supera: le chitarre ritmiche più cupe e la voce oscura contrastano con una melodia brillante. Dopo la rocambolesca “Power Down”, è ancora pesante “Trust In Me”, pezzo nel quale Myles e Mark cantano assieme, con quest’ultimo che prende il controllo del ritornello… cosa che succede di nuovo — ma al contrario — sulla pesantissima ma brillante “Tested And Able”. Tetra e seducente “What Lies Within”, intima e rilassata “Hang By A Thread”, un pezzo molto rilassato, deliziosamente bluesy. Molto dinamica e ispirata “Scales Are Falling”: grande voce e superlativa chitarra su “Playing Aces”. C’è un senso di isterismo, prima della conclusiva, malinconica ma implacabile “Slave To Master”, brano coronato da un assolo semplicemente superlativo. Una band grandiosa, composta da musicisti immensi… una band che sa molto bene come emozionare, come coinvolgere, come iniettare tanta passione quanta forza tuonante. “Alter Bridge” non contiene filler, forse nemmeno brani più risaltanti di altri; “Alter Bridge” è un’ora di Musica con la maiuscola, un’ora di riff granitici, di groove incontenibili, di melodie trascinanti. Basta solo lasciarsi trasportare… cosa che viene decisamente naturale fin dai primi secondi della traccia di apertura.

(Luca Zakk) Voto: 8/10