(Ad Noctem Records) È il quarto album per la band creata e gestita dall’italiana Kasumi Onryo e, vista la complessità del concept ancora una volta legato alla cultura giapponese, vale la pena anticiparne il significato, ovvero l’ispirazione al concetto giapponese di Onnen, un rancore e un odio persistenti, con i brani – o meglio gli atti – che ne esplorano le profondità, elevando questi sentimenti negativi a forza fisica, metafisica e universale, realizzando come sia sempre e solo l’odio a infettare la nostra esistenza umana, facendo emergere sempre i lati negativi, quelli che ci stanno conducendo non più tanto lentamente all’autodistruzione, alla rovina sia culturale che fisica. Una storia tetra e avvincente: dal sacrilegio in un tempio shintoista, scatenato da un immenso dolore. Un rituale. Una maledizione. L’odio che si manifesta in altro dolore e in mutazione, con il risveglio di un’entità maligna che vuole far marcire l’intero mondo, anche evocando altre vittime di atrocità che tornano per urlare vendetta, scatenando altra morte, altra sofferenza. L’abisso si consolida, assetato di altro dolore, di altra oscurità. Il male è ovunque, il mondo è avvelenato e l’album giunge all’epilogo con l’entità Onnen che finalmente si rivela per quel che è, ovvero la linfa vitale di ogni violenza, di ogni guerra, la massima espressione dell’odio eterno. Musicalmente complesso, intelligente e quasi sempre imprevedibile, con linee di basso tutt’altro che scontate, cambi repentini sia di ritmo che di atmosfera che di voci… quasi un inferno, una definizione del caos espressa in musica. Teatrale all’ennesima potenza, con strumenti tradizionali e inserti atmosferici gestiti con passione, e quelle voci che si inseguono, che duettano, che si abbinano sapientemente (lo scream di Kasumi e i growl del chitarrista Barry Yukimura si inseguono con enfasi). Un album che è puro black metal… forse black avant garde di pregiata fattura. A tratti un sublime black depressivo. Un album che si erige gloriosamente su una seducente dimensione di folklore oscuro.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




