(Bitume Prods) Adz, già noto per altri progetti tra i quali Thy Apokalypse, si lancia in una nuova performance di stampo black metal denominata Arbre-Dieu. Il nome deriva dalla Casa di Dio, Maison Dieu in francese, ovvero una carta dei tarocchi di Marsiglia. L’idea di Adz è di presentare un black metal essenziale, primordiale, ruvido e scarno ma non lontano dalla sua essenza nichilista, apocalittica e dunque violenta. L’EP prevede solo quattro composizioni dalle fattezze minimali, i suoni abrasivi e spesso freddi, con chitarre tempestose, pattern ritmici a tratti nascosti dalla produzione, il basso che si percepisce in maniera densa e in più l’ausilio di sintetizzatori. Adz sviluppa alcuni scorci d’atmosfera che quasi toccano momenti ambient, in particolare nell’opener “Graines de la folie”. La successiva “Tourbillon chaotique” esplode polverizzante e tempesta, con blast beat che accompagnano un riffing caotico e senza freni fino al suo esaurimento al termine del brano, il quale è totalmente strumentale. “La vieille femme et le soleil pâle” vede un’andatura a due marce, con mid tempo nella prima e un incattivimento ritmico nella seconda, con una lanciante melodia portante della chitarra, su un riff d’accompagnamento caotico e glaciale. “Mort et renaissance” si apre con uno scorcio memorabile e d’atmosfera, per poi tramutarsi in un low tempo dominato da chitarre come al solito tremule e glaciali, con il basso che va a staccarsi e fraseggiare in solitaria. “Nuit Noire” è un lavoro audace per la sua esecuzione, in quanto offre qualche spunto solistico al basso e chitarra, creando elementi che riescano a distinguersi da questa ambientazione oscura e tempestosa. La produzione marca qualche limite, soprattutto in seno al mixaggio, però emerge un approccio quasi sperimentale in certi casi e con un sound pensato per generare atmosfere vaste e dominanti.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10