(Club Inferno Ent.) Il tipico gothic-dark rock quello dei Bara, concepito dai fondatori Luke Warner e Dezzy Z dei Barafoetida. All’album vi hanno partecipato anche altri musicisti e tra i quali Alessio Trapella di UT New Trolls e Le Orme e Diego Banchero de Il Segno Del Comando. “Mary Cry” è un’escursione nei terreni della malinconia e atmosfere saturnine. In esse il progetto Bara ricalca schemi non nuovi ma ancora affascinanti e ispirati. Neppure mezz’ora di durata per l’album, un lasso di tempo in grado di esprimere il suo potenziale attraverso canzoni fatte a modo. La title track si apre verso uno stile alla The Sisters Of Mercy ma con un passo più tenace. La seguente “Frozen Tears” è una tosta impostazione sospesa tra i Bauhaus e i Christian Death di Valor Kand, con una chitarra, di Luca Stoppa, ben sagomata e decisa, accoppiata a un sintetizzatore lancinante. Memorabile “In The Flames” con il suo riff portante della sei corde e un ritornello arioso. Niente male la cover dei Misfits, il classico “Die, Die My Darling”, proposta con un maquillage sbarazzino. “The End” è forse il brano più intrigante, poetico e conturbante del lotto. Il bilancio finale però vede otto pezzi gradevoli, dallo stile derivativo, con affascinanti atmosfere cupe, malinconiche e in “Voices From The Dark” con un andare un po’ fuori dagli schemi.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10