(AFM) Ovvero Billy Graziadei dei Biohazard, questo progetto che cola hardcore metal in maniera ordinaria ma a suo modo travolgente. L’opener “Freedom’s Never Free” quasi ti fa credere che Graziadei abbia ramazzato un avanzo degli Slayer mentre suonano proprio i Biohazrd. Non è questa una visione contorta della canzone, in quanto il retaggio del chitarrista è inevitabilmente presente in questo album, mentre le connessioni metal ricordano appunto alcune cose già udite altrove. Proseguendo con l’ascolto ecco che momenti intensi e di trasporto emergono e non lasciano pensare che “Feed the Fire” sia un’occasione mancata. Insieme a Tue Madsen Billy ha creato la giusta bordata per una colata di hardcore enfatizzato da suoni e idee di natura metal, arrivando così a toccare una certa pesantezza e quel giusto piglio di foga che è insito nell’hardcore. Velocità a tutto spiano, canzoni infuocate miste a invettive sono l’essenza del tutto in “Feed the Fire”.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10