
(Spinefarm) Un pugno in faccia. Una badilata sui denti. Un calcio sullo stomaco. Non ti tocca piano Zakk Wylde con i suoi Black Label Society, i quali tornano a cinque anni dalla pubblicazione del precedente “Doom Crew Inc.”. Cinque anni intensi: dal tour celebrativo dei Pantera fino all’ultima esibizione e alla morte di Ozzy, rockstar alla quale Zakk deve tutto. Proprio tutto. Certo, c’è talento, tanto, ma è grazie a Ozzy & co. che Zakk è quello che è, potendo fare quello che sta facendo, come lo sta facendo, vestendosi come si sta vestendo e atteggiandosi come si sta atteggiando, tanto che il singolo “Name in Blood”, che le radio vi stanno sputando in faccia già da un po’ di tempo, offre una chiara idea di cosa abbia in mente Zakk. “Engines Of Demolition” è il suo metal grezzo ma intelligente, sporco… sudicio… fangoso… ma melodico; è doom ma oltre il doom, è stoner ma oltre lo stoner, è desert ma ben oltre i confini del deserto, con tutta quella polvere arida, ma anche con ettolitri di birra pronti a dissetare. Graffiante “The Hand of Tomorrows Grave”, intensa la ballad “Better Days & Wiser Times”, fuori controllo “Broken and Blind”. E decisamente heavy “The Gallows”; è deliziosamente suggestiva la power ballad “Above & Below”, un brano con una chitarra solista meravigliosa. Intima “Back to Me”, sembrerebbe essere stata scritta per un album di Ozzy la travolgente “Lord Humungus”, mentre è BLS al 100% – fin dal titolo – la pulsante “Pedal to the Floor”. Un disco roccioso. Un disco sincero. Un disco ricco di sentimenti. Lasciatevi trasportare dentro queste dodici tracce piene di potenza, di sound selvaggio, di musica fatta per saltare in sella, aprire il gas e lasciarsi trasportare verso l’orizzonte… e oltre. Dodici tracce? No. Sono tredici. Ma la tredicesima è un mondo a parte: “Ozzy’s Song”, una ballad struggente, con un assolo immenso, un addio che Zakk doveva per forza esternare in musica; qualche riga sopra vi ho detto che Zakk deve TUTTO a Ozzy… e questa traccia conclusiva altro non è che la più sincera e pura conferma, un brano che esprime riconoscenza e amicizia, una canzone che celebra un uomo, un artista, un performer, un rocker che, in un modo o nell’altro, ha toccato la vita di tutti noi.
(Luca Zakk) Voto: 9/10




