(Magnetic Eye Records) I Black Lung sono di Baltimora e sin dal principio hanno deviato la propria identità stoner verso altre forme. Il quinto album “Forever Beyond” è la conferma di come la band abbia da tempo assunto un’identità che coinvolge elementi fuzz e space rock, stoner e doom , psych rock. In questa uscita si avverte un sontuoso grado di psichedelia, la quale si manifesta in atmosfere e paesaggi sonori, attraverso fasi ipnotiche dettate da ritmi delineati delle chitarre e basso. L’album è sfaccettato, apportando una vista ampia e libera in fatto di schemi da parte degli statunitensi. Se “Traveler” è la conferma del discorso psichedelico e ‘da viaggio’ insito nel sound, “Death & Co.” è un incontro tra il blues e il garage sul terreno dello stoner e si fonda sul ritmo. David Cavalier e Dave Fullerton creano con le chitarre intrecci e sovrapposizioni continue, sviluppano melodie oppure cadenze e andature. Le sei corde sono una dimensione che si espande, il loro sviluppo viene seguito dal basso – la band è un trio e ha usato un sessionman per le registrazioni e usa un tournista per i concerti – in maniera impeccabile, creando un arrangiamento eccellente, al quale contribuiscono i ritmi di Elias Schutzman che opera anche ai sintetizzatori. “Saviour” e “Follow” si susseguono con un alone lisergico la prima e incentrata su uno stoner straniante la seconda per tipo di costruzione funge da manifesto di stile. “Forever Beyond Me” è una trasfigurazione dei Queens Of The Stone Age, “Border Hoarder” e grunge, space rock, Kyuss, mentre “Scum” sigilla con chitarre affilate e atmosfere desert rock un album sospeso tra il deserto e le stelle dell’universo.
(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10
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