
(Nordvis Produktion) Questo progetto svedese è già circolato sulle nostre pagine in occasione del debutto del 2023 intitolato “Det förtegna förflutna”, un disco che voleva fondere black e folk, riuscendo però solo nella prima componente, riducendo il folk a qualche sensazione e qualche inserto qui e là. Con “Monark” la band aggiusta il tiro, rendendo il black più black e il folk più folk, quest’ultimo più intimo, più evocativo, più stimolante. “Blodtår” (il titolo significa ‘Lacrima di sangue’) apre maestosa: è black di pregiata fattura, diretto e potente, ricco di melodia e capace di intermezzi melodici, epici, trionfanti, introspettivi. “Till min sista viloplats” (Verso la mia ultima dimora, ndt) è sofferta, è strutturalmente complessa, ricca di musicalità, quasi di teatralità. “Paradis” è sublime black svedese: il riffing, il cantato, la chitarra solista, gli arpeggi, un brano incisivo, un brano esaltante. Black antico con “Det slutar i lågor”, immensamente coinvolgente la title track, con quelle vocals corali, con quella chitarra lacerante, con quel progredire leggendario e quell’evoluzione aggressiva e micidiale. Il folk in senso stretto viene celebrato con “Nu är det synd om de döda”, cover dei Kraja, quartetto folk a cappella svedese, mentre “Bland kvällens skuggor ännu vandra” (‘Ancora vagando tra le ombre della sera’) rende chiaro per quale motivo si prova un certo piacere nell’ascolto di questo disco: un brano incisivo, ricco di furibonda malinconia e brutale oscurità, portale perfetto per la conclusiva “Den eviga isen” (‘Il ghiaccio eterno’), così pura nella sua decadenza e allo stesso tempo così trionfale e così suggestiva. Sempre melodici, sempre capaci di stimolare l’ascoltatore con arpeggi, con divagazioni, con ritmi incalzanti, con mid tempo esaltanti: ogni brano e ogni sezione di ciascun brano trova uno spazio nel piacere d’ascolto, rendendo “Monark” un disco super godibile, capace di quell’oscurità del black svedese, di quel misticismo tipico delle leggende nordiche e di quella magia sonora che materializza atmosfere tetre ma sensuali, malinconiche ma avvincenti, dannate ma incredibilmente irresistibili.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




