(Nordvis Produktion) C’è Luke Tromiczak dei blacksters americani Maledicere dietro questo progetto neofolk, un progetto che giunge al terzo album, sicuramente più prolifico della band originale. Una voce profonda, le chitarre acustiche, le tastiere che creano un paesaggio: il neofolk americano di Luke è ricco di sentimenti, di spiritualità, di appartenenza folkloristica, di territori vasti, di panorami senza limite, senza confine, senza una vera fine apparente. I brani sono profondi, sono avvolgenti. Stilisticamente c’è una radice black metal, non tanto nel suono ma nell’essenza di base. Altrimenti ci sono gli anni ’60, gli anni ’70, ci sono colonne sonore di film poco famosi. Un ritorno alle radici, un ritorno all’essenza, una liberazione, una purificazione, un viaggio verso l’essenzialità totale. Un viaggio attraverso l’oscurità, attraverso l’inverno, verso la ciclica rinascita della natura, in una dimensione meravigliosamente pagana. Registrato interamente su un registratore a quattro tracce, come i primi demo, “Aion’s Light” è istintivo, è grezzo, ha un peso decisionale immenso. Questa è arte libera, lontana dal marketing, lontana dalla pianificazione, lontana dal business. Arte libera. Arte pura.

(Luca Zakk) Voto: 8/10