(Count & Countess) Devo ammettere che fino ad ora non avevo la minima idea di chi fosse Brunhilde, quartetto tedesco in circolazione da una decina di anni e giunti ora al quinto album; sono bastati però pochi secondi della title track per essere rapito dall’energia della formazione teutonica ed il loro mix di punk, metal e rock and roll, tanto che il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato che a Lemmy il sound di questi quattro ragazzi sarebbe piaciuto molto. Il punto di forza principale di Brunhilde è la cantante Caro Loy, dotata di una voce allo stesso tempo ammiccante, grintosa e strafottente, decisamente punk nell’attitudine, ma in grado anche di tirare fuori melodie intense, come su “Souls Unchained”. Altro elemento chiave è il chitarrista e principale compositore Kurt Bauereiss, dallo stile essenziale a livello tecnico, ma dotato di grande gusto nel comporre riff trascinanti – “Surface” ne è un esempio lampante-, ed estrarre dal cilindro melodie profonde e potenti allo stesso tempo, come si può ascoltare su “Go With The Flow”. Incisivo il lavoro di basso di Marisa Gruna, la quale, pur senza strafare, dona uno spessore ed una profondità al sound non indifferente, mentre è notevole la versatilità del drummer Jannis Reiher, capace di dare dinamismo a un brano dalle ritmiche pacate come “Wait” e di scatenarsi, diventando il motore ritmico di “Are You Blind”. Un album che scorre via molto piacevolmente, grazie a brani brevi, incisivi e senza fronzoli, ancorati alla tradizione punk and roll ma estremamente moderni.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10