(Gates Of Hell Records) Questa band di Atlanta consacra il proprio heavy metal alla tradizione della NWOBHM e per la parte testuale al fantasy e all’antichità. Judas Priest, Iron Maiden, Tank e altre realtà del movimento heavy metal britannico, si riscontrano nelle canzoni di questo debut album. Sono quaranta minuti ruggenti, con una discreta vivacità determinata in particolare dal riffing delle chitarre, oltre a un cantato altrettanto energico e leggermente roco. “Parasite”, “A Bizarre Pilgrimage to the Cubik Mansion” che supera i dodici minuti di durata, l’arrembante e classica “Chariots Overdrive”, la maideniana “Nomadic Warfare” sono alcuni passaggi interessanti di “The End of Antiquity”. L’ album si assimila con facilità però i Chariots Overdrive presentano una base ritmica troppo essenziale, la quale lavora a testa bassa e con pulizia. Le chitarre sprigionano continui riff però globalmente la band dovrà portare a un livello più alto il proprio songwriting: seppure le canzoni siano piacevoli, alcune sono quasi un inno all’heavy metal, al contempo sono troppo legate a schemi che diventano poi prevedibili in alcuni casi. Per esempio alcune canzoni presentano solo una variazione al riff portante, questo determina una serialità nell’esecuzione. Solo nella dozzina di minuti di “A Bizarre Pilgrimage to the Cubik Mansion” la band sfodera una capacità di arrangiamento audace. 

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10