(Petrichor) Nuovi profeti del death metal che tuonano dalla Svezia: i Consumption sono un duo che debutta con questo “Recursive Definitions of Suppuration” il quale, in realtà, è stato diffuso l’anno scorso in serie limitata per mano della Iron, Blood and Death Corporation. Ma ora è tempo di espandere gli orizzonti, pertanto l’album viene ora propriamente pubblicato dalla Petrichor, la quale non dimentica il piacere selvaggio del vinile. Un duo, come detto, ovvero il polistrumentista Håkan Stuvemark (Wombbath, più molte altre bands) ed il batterista Jon Skäre, anche lui attivo con moltissimi altri act, una coppia di musicisti che riesce a dar vita ad un album intenso, il quale vanta potenti teorie melodiche, un grande groove, riff molto coinvolgenti… senza tuttavia girare le spalle al death metal vecchia scuola, in linea con i vecchi Carcass, Repulsion o Exhumed. Pregiati passaggi esaltanti e ricchi di chitarra solista, come con “Infectus Exteriorisation” si alternano al death/grind di brani putridi quali la travolgente “Suppuration”. Ecco che è ricca di varianti e progressioni “Rigor Mortis”, mentre appare coinvolgente la title track; tanto micidiale quanto brillante “Splenium Corporis Callosi”, enfasi su del sano e crudele headbanging con “Fragmentum”, prima della conclusiva e pulsante “Ictus Cordis”. Un breve (meno di mezzora) album di ottimo ed esaltante death metal, ben suonato, ben composto, capace di risultare tanto tradizionale quando legato a quelle direzioni melodiche e malinconiche tipiche del paese di provenienza. Un banchetto di molteplici linee vocali molto differenti tra loro, un tempio di riff granitici e di possenti cambi tra diversi livelli di intensità e di velocità. Un ascolto che regala piacere a tutti, sia a chi venera il death e sia a chi lo segue occasionalmente.

(Luca Zakk) Voto: 7/10