
(Autoproduzione) Mi ha alquanto sorpreso questo “Chantry Of Sacrifice”, ad opera dei francesi Crystal Throne; giunta al secondo album, la formazione transalpina si avventura in un concept ambientato in un futuro remoto, nel quale la protagonista, ultimo essere umano rimasto sul pianeta Terra, dovrà viaggiare nel tempo per cambiare il corso della storia e salvare l’umanità dall’estinzione. Dal punto di vista musicale abbiamo a che fare con un metal saldamente radicato negli anni ’80, con una forte impronta progressiva, quindi influenzato da acts come Fates Warning, King Crimson, Judas Priest e soprattutto gli Iron Maiden di “Seventh Son Of A Seventh Son” e i Queensrÿche di “Operation: Mindcrime”, con brani concepiti come capitoli al servizio della storia narrata. Un altro particolare che accomuna la band ai Queensrÿche è la strabiliante voce di Terry DeFire, molto simile a quella di Geoff Tate sia per timbrica che per versatilità. Quello che colpisce maggiormente è la capacità di creare una tensione atmosferica funzionale alla struttura narrativa, senza per questo perdere un minimo di musicalità, gusto melodico e aggressività, prendendosi talvolta anche il gusto di tessere strutture ritmicamente intricate, come nel caso di “Walls Of Silent Mourn”, episodio in grado di racchiudere in sé un po’ tutte le caratteristiche peculiari del sound della band. Un album che fonde riff taglienti, classe sopraffina e un concept ben sviluppato e mai banale.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




