(Sentient Ruin Laboratories) Il Grande Monolito dei Death. Void. Terror. trova posto nella sua terza opera. La quarta, in realtà, perché tra “To the Great Monolith II” e “To the Great Monolith III: Rifts” è spuntato anche un EP, “To the Great Monolith 2.5”. Il duo svizzero resta evasivo sulla propria identità, sebbene vi siano coinvolgimenti in altre formazioni zurighesi e nazionali. Death. Void. Terror. si esibiscono in un black metal dalle spinte ritual, occult, doom e atmospheric. In questo nucleo di atmosfere stranianti e allucinogene, si avverte il basso come un’ombra pulsante, oltre a un innesto di suoni e distorsioni manipolate, elementi noise che caratterizzano a più riprese le sfumature dei pezzi. Le chitarre rappresentano l’enormità del Monolito, quel simbolo che rappresenta lo scardinamento della coscienza, il sondare gli impulsi primordiali dell’uomo toccando elementi ignoti. I cinque pezzi dell’album si sviluppano attraverso una durata temporale importante e si susseguono tra momenti tribali, celebrazioni liturgiche piuttosto sinistre, ritmi possenti e pacati che sorreggono sintetizzatori e chitarre. Un’architettura sonora malinconica ma solenne, anche misteriosa e mistica, tale da infondere nell’anima dell’ascoltatore sia la durezza del black metal che l’enfasi spirituale di rituali ignoti.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10