(Soulseller Records) “Cult Of The Dog” è stato registrato da Pytten, cioè Eirik Hundvin, che ha lavorato come ingegnere del suono e produttore per Burzum, Emperor, Immortal, Taake, Windir e molti altri. Il tutto nella monumentale Grieghallen di Oslo. Nomi di grande importanza nel black metal norvegese sono riuniti in questo interessante lavoro dei Deathcult. La black metal band norvegese registra un album che tenta di guardare alle origini del genere, almeno dal punto di vista melodico, tanto che diversi pezzi propongono dei passaggi che riportano alla mente i Mayhem. Con una produzione chiara ma non plastificata, i suoni ci arrivano ruggenti e attraverso frequenze taglienti. Si avverte il tipico gelo di quel paese che si è udito in tante produzioni black metal. I Deathcult poi spaziano tra ritmi veloci e non, rendendo il proprio black metal sì con una base classica, ma moderno nelle strutture e nel modulare le velocità senza voler essere caotico. La modernità, o contemporaneità se si vuole essere precisi, nello stile della band risiede nel melodismo pronunciato. Di fatto non esistono passaggi nei quali violenza o irruenza ferale siano il solo e unico principio. Il tutto risponde a un black metal che tenta di rendersi contemporaneo, senza colpi di testa eccessivi.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10