
(autoprodotto) Esordio discografico per i thrashers francesi Deathraw, con un EP contenente cinque brani, ma che supera la mezz’ora di durata: potremmo quindi considerarlo quasi come un full length. La band nasce nel 2025 dall’idea del chitarrista Aurélien Gonzales, appena uscito dai Dead Tree Seeds dopo dieci anni di militanza, e unisce le forze con Eric Walzer, bassista dei blacksters Draugen, qui anche nel ruolo di vocalist. Alla batteria siede invece Fabrice Goddi, precedentemente nei deathsters Mindkiller. Ciò che unisce questi tre musicisti di diversa estrazione è la passione per il thrash Bay Area, soprattutto quello della seconda ondata: sempre grezzo e aggressivo, ma con un alto tasso tecnico. Per intenderci, ci troviamo in territori battuti a fine anni ’80 da Testament, Forbidden e Dark Angel, con qualche richiamo a realtà più giovani come Evile – non a caso Ol Drake appare come guest nel brano “Post Human” – e Revocation. Ovviamente non è certo l’originalità ciò che possiamo aspettarci da un album che ricalca le gesta della gloriosa Bay Area: questa è musica composta da appassionati per appassionati e, da questo punto di vista, gli amanti di tali sonorità troveranno pane per i loro denti, tra stop and go, cambi di tempo, sfuriate e tempi mosh, ottimi assoli e vocals potenti e incazzate. Eric Walzer si rivela infatti adatto al ruolo di cantante, con una timbrica che sembra una versione un po’ più grezza di Chuck Billy, somiglianza decisamente evidente nella title track e in “The Last Testimony”, due brani in cui l’influenza dei Testament è oltremodo palese. Un lavoro che gli amanti della Bay Area farebbero bene a non lasciarsi scappare.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




