(WormHoleDeath Records) Il nuovo album dei Deos si concentra sulla figura di Ottaviano, divenuto poi Augusto l’Imperatore. I francesi di Annecy siglano con “Augustus Omnipotens” il quarto album in carriera, attraverso una concatenazione stilistica di death-thrash-black metal. Da subito arrivano all’orecchio le trame chitarristiche di Fabio Battistella e Cedric Boehm, in buona lena sia nel produrre riff ritmici che fraseggi. I due sono bravi a rendere epici certi scenari e strutturate e spedite altre situazioni, per definire il loro metal di carattere estremo. La produzione non è stata delle migliori: la batteria sembra essere un po’ sopra il resto, con la doppiacassa fastidiosamente filtrata e piatta che finisce pure in primo piano. Jack Graved al basso e voce, offre un discreto lavoro allo strumento, mentre ben si cala nel suo ruolo vocale, aiutato dai due chitarristi al microfono. L’album piano piano inizia a carburare, infatti è dalla sua seconda metà che i pezzi emergono con un carattere sia melodico che strutturale più incisivo, rispetto a una prima parte meno coinvolgente del previsto. L’album chiama qualche ascolto in più, ma in fondo i Deos spingono sulle loro tirate, sfoderando una grinta che sovrasta e proponendo qualche buon intreccio melodico.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10